23/03/09 Una scossa per il carbone

Fonte: Borsa e Finanza

Autore: Gianluigi Raimondi

23 Marzo 2009


Clavarino (Assocarboni): «La discesa dei corsi favorisce ulteriormente l’uso del combustibile per produrre elettricità. Target a 70 dollari per tonnellata»
.

La crisi economica colpisce anche l’acciaio. Secondo la World Steel Association, a gennaio 2009 la produzione del metallo a livello globale è …

«La brusca correzione delle quotazioni del carbone, ritornate ai livelli di quattro anni fa, rende questa commodity ancora più com-petitiva nella produzione di energia elettrica E se si innescasse un circolo virtuoso si avrebbe il ritorno dei prezzi a valori che almeno rispecchierebbero i fondamentali di domanda e offerta».

Questo lo scenario prospettato da Andrea Clavarino, presidente di Assocarboni, associazione che raggnippa oltre 80 aziende, nazionali e internazionali, che operano nel settore dei combustibili solidi. Nell’ultimo anno il trend del carbone è stato caratterizzato da due fasi opposte: nel primo trimestre del 2008, a causa di fattori climatici straordinari (alluvioni in Cina e in Australia), le quotazioni sono quasi raddoppiate rispetto al 2000. Nei mesi successivi, anche per il drastico calo dei prezzi dei noli marittimi (-90% su alcune tratte), che incide per circa il 50% sul valore del carbone, i corsi sono scesi ai valori del 2005. «Una situazione – sostiene Clavarino – che aumenta ul-teriormente la convenienza del carbone rispetto al gas naturale nei processi industriali.

Attualmente, infatti, il costo di un kilowattora ottenuto con il coke costa circa la metà di uno prodotto attraverso il gas. Entro fine anno il prezzo spot potrà arrivare a 70 dolla-ri per tonnellata (il 23% in più rispetto a ora,ndf), restando tuttavia vantaggioso».

Secondo i dati elaborati da Assocarboni, nel 2008 la produzione mondiale del combustibile è cresciuta del 3,5% a 5,8 miliardi di tonnellate. «Certo – fa notare il presidente – si è assistito a un rallentamento dopo cinque anni di crescita consecutiva al sette per cento. Tuttavia, anche se a ritmi più moderati, il carbone è aumentato anche nel 2008 a un tasso superiore a quello del petrolio (+1%) e del gas naturale (+1,9%), confermando la leadership dell’uso nel sistema elettrico globale con una quota del 39%». In Europa la quota di energia elettrica prodotta con il coke è del 33% (32% il nucleare, 17% il gas).

Spicca invece l’anomalia italiana dove la quota è ancora limitata al 12% e la bolletta elettrica più cara. «Un paradosso – afferma Clavarino -considerando che le centrali già attive nel nostro Paese sono tra le più efficienti e meno inquinanti del Vecchio Continente». Per sfruttare la potenziale ascesa dei prezzi del carbone, al Nymex di New York è disponibile un future e a Piazza Affari è trattato un certificato sulle big cap mondiali del com-parto carbonifero (Isin NL0006284622).

Fonte: Borsa e Finanza del 21 Marzo 2009