Fonte: Borsa e Finanza
22 Giugno 2009
Autore: Gianluigi Raimondi
Calo delle scorte e aumento della domanda di manufatti in ferro (+24% la produzione mensile in Cina) spingono i corsi a 15mila dollari la tonnellata…II tira e molla di Pechino con le compagnie minerarie australiane e brasiliane e l’aumento della domanda cinese di nickel, legata a una ripresa dei manufatti in ferro (+24% su base mensile), hanno riportato le quotazioni del metallo a superare la soglia tecnica £ psicologica dei 15mila dolla-ri per tonnellata segnando il top dallo scor-so ottobre. Le giapponesi Nippon Steel, Sumitomo Metal Industries, Kobe Steel e Nisshin Steel e la coreana Fosco hanno già raggiunto un accordo per la fornitura di pellet di minerale ferroso per quest’anno e per il 2010 con uno sconto del 48% rispetto allo 2008 con la brasiliana Vale di Rio Doce.
Anche Jfe, altro big della siderurgia nipponica, ha siglato con rangloaustraliana Bhp Billiton un analogo accordo che prevede uno sconto del 44%. Ma il «grosso» dei contratti è con le industrie cinesi, fermamente intenzionate a ottenere ribassi non inferiori. E sul lato dell’offerta si continua a nicchiare nell’intento di strappare prezzi per le forniture più convenienti. Non solo. Bhp si è alleata con la connazionale Rio Tinto, in una joint venture, guarda caso, attiva nell’estrazione e di questa commodity. Ne] frattempo tuttavia, secondo gli ultimi dati diffusi dall’International Stainless Steel Forum, nel primo trimestre dell’anno la produzione mondiale di acciaio inox è diminuito del 34,5% per un totale di 4,832 milioni di tonnellate rispetto al 2008. Una notìzia potenzialmente negativa per il prezzo del nickel, commodity essenziale nella produzione di acciaio. Ma sostenere i corsi del metallo c’è anche il calo delle scorte ufficiali depositate nei magazzini dell’Lme, diminuite in un mese di quasi il 2%. Un segnale che la domanda ricomincia a crescere.
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Fonte: Borsa e Finanza del 20 giugno 2009








