21Shares : L’halving è un’operazione racchiusa all’interno del protocollo del Bitcoin che taglia del 50% (halving significa proprio “dimezzare”) la remunerazione dei miner a seguito dell’approvazione e dell’aggiunta di nuovi blocchi alla blockchain.
A cura di Adrian Fritz, Head of Research di 21Shares
Questo evento, si verifica dopo l’aggiunta di 210mila blocchi, o dopo circa 4 anni, e quello in programma per il 20 aprile 2024 sarà il 4° nella storia del Bitcoin, a seguito del quale i miner inizieranno a ricevere 3,125 BTC ad ogni nuova aggiunta, rispetto ai precedenti 6,25. Lo scopo di questo meccanismo è di preservare la scarsità dell’asset, rendendolo deflattivo, prima di raggiungere la soglia massima dell’offerta fissata a 21 milioni di token circolanti.
Al di là del meccanismo in sé, l’halving rappresenta un appuntamento importante per quanto riguarda il mercato del Bitcoin e delle criptovalute in generale. Infatti, sebbene il suo impatto sia andato via via a scemare nel corso del tempo (un effetto non per forza negativo, dato che può significare una maturazione del comparto), ha sempre significato uno shock di offerta, il quale, unito anche alla narrativa che si viene solitamente a creare, ha sempre generato sovraperformance nei 12 mesi successivi.
Tuttavia, è opinione diffusa che quello che ci apprestiamo a vivere sarà un halving unico nel suo genere, in primis perché attualmente il Bitcoin sta scambiando vicino al suo massimo, mentre in passato scambiava sempre tra il 40% e il 50% al di sotto, il che genera più di qualche dubbio sul rally appena menzionato, ma soprattutto perché stavolta avverrà in dinamiche di domanda e offerta mai osservate prima, in quanto legate a elementi che in passato, semplicemente, non esistevano. Il primo di questi è sicuramente l’approvazione degli ETF sul Bitcoin negli Stati Uniti, che ha segnato una pietra miliare nella storia della criptovaluta, aprendo una via d’accesso privilegiata agli investitori tradizionali per accedere a questa nuova classe di asset. Il successo del lancio di questi ETF non può essere sottovalutato, visto che il sottostante è cresciuto di oltre il 50% dal suo primo giorno di negoziazione e che hanno registrato volumi di scambi sbalorditivi, segnalando un notevole interesse da parte degli investitori tradizionali e raggiungendo un nuovo massimo storico di 7,7 miliardi di dollari in un solo giorno e generando nuove masse gestite per le nove emittenti per un valore aggregato di oltre 40 miliardi di dollari, conquistando quasi la metà della quota di mercato degli ETF sull’oro, stimata a 90 miliardi di dollari.

Se questa rivoluzione degli ETF sul Bitcoin ha generato un’impennata della domanda, anche sul lato dell’offerta si osservano novità positive, come il fatto che gli investitori che hanno detenuto i propri Bitcoin per oltre 155 giorni hanno raggiunto il livello record a dicembre (14,9 milioni di BTC) prima di ridursi ai livelli attuali intorno a 14,4 milioni di BTC (oltre il 75% dell’offerta totale). Analogamente, sebbene si sia registrato questo calo, l’offerta in mano ai detentori di breve termine è aumentata da quasi 2,3 milioni a 2,9 milioni, attestando l’ampliamento della platea di investitori dovuta agli ETF. Considerando che questo scenario coinciderebbe con il calo del saldo di BTC dovuto all’imminente shock dovuto all’halving, se questo trend dovesse persistere, il lato dell’offerta di Bitcoin diventerà sempre più illiquido, ponendo le basi per una compressione e per il potenziale inizio di un rally rialzista.

In definitiva, il 2024 è sì un altro “anno dell’halving”, ma per la prima volta coincide con altri fattori favorevoli per il Bitcoin, che creano un eccellente scenario sia per la domanda, sia per l’offerta. Questi includono:
- Il miglioramento del contesto macroeconomico: con la Fed che ha mantenuto i tassi stabili negli ultimi due meeting, il mercato sconta una probabilità del 39% circa di almeno un taglio dei tassi entro giugno 2024 e del 51,9% entro dicembre 2024. Questa incertezza riguardo al taglio dei tassi, influenzata da un flusso di dati contrastanti che indicano un’inflazione più resistente del previsto, serve a sottolineare la proposta di valore di una politica monetaria immutabile e disciplinata.
- Pressione d’acquisto di ETF: l’approvazione di un ETF spot negli Stati Uniti ha già favorito la struttura del mercato di Bitcoin, attirando più di 6 miliardi di dollari di afflussi netti dal lancio e accumulando più di 300.000 BTC fino ad oggi, che è più dell’emissione annualizzata post-halving da parte di Bitcoin.
- I detentori a lungo termine che creano offerta illiquida: se il dimezzamento dello shock dell’offerta non fosse abbastanza, l’offerta di Bitcoin detenuta dai detentori a lungo termine (LTH) ha raggiunto un livello record, attestandosi a circa 14,52 milioni di BTC, ovvero circa il 73% dell’offerta circolante di BTC, al 29 febbraio 2024.
- Le “balene” rimangono imperturbabili nonostante il mercato abbia raggiunto il suo punto più alto dal ciclo precedente: nonostante l’impressionante slancio del Bitcoin dal lancio degli ETF, le balene, ovvero i grandi investitori che detengono oltre 1.000 BTC, hanno deciso di non liquidare la loro posizione nonostante l’ATH e nonostante BTC abbia raggiunto e poi abbondantemente superato i 60mila dollari, un livello che storicamente ha spinto i detentori a vendere, indicando la loro convinzione che l’attuale rally possieda ancora un sostanziale potenziale di crescita.
Mettendo a sistema tutti questi fattori, emerge un quadro generale rialzista per i maggiori cripto asset, il quale porta noi di 21Shares ad ammettere che sì, questo ciclo potrebbe effettivamente essere leggermente diverso rispetto a quelli visti in passato. Nonostante tutto, è sempre opportuno ricordare che il Bitcoin è ancora un asset relativamente volatile, che può vivere potenziali flessioni in ogni momento, anche se le circostanze generali sembrano essere favorevoli per il prossimo ciclo.
Se vuoi saperne di più : ETF cosa sono e come funzionano
Fonte: ETFWorld.it









