14/12/06
a cura di:
I MERCATI FINANZIARI DELL’EUROPA DELL’EST
a cura dell’Ufficio Studi di Union Investment
Nelle ultime settimane i mercati azionari dell’Europa dell’Est si sono presentati in una condizione fortunatamente più stabile. Leader di mercato, ancora una volta, la Borsa russa e quella polacca. Il mercato russo ha tratto profitto dai dati macroeconomici ulteriormente positivi, grazie all’imminente entrata del paese nella WTO e alla stabilizzazione del prezzo del petrolio nel corso delle ultime settimane. Tutto ciò ha fatto registrare un rialzo del 10% dell’indice RTS. Anche i ricavi delle aziende sono risultati complessivamente positivi e la liquidità locale ha sostenuto la situazione generale.
I temi principali restano la liberalizzazione del mercato del gas russo e la ristrutturazione delle aziende erogatrici, che hanno sempre stimolato lo sviluppo delle Borse. Esaminando il mercato azionario polacco, anche qui troviamo dati economici positivi, che fanno crescere le quotazioni. Troviamo inoltre un maggiore, sebbene auspicato, rialzo del prodotto interno lordo del terzo trimestre del 2006 (confrontato con lo stesso periodo dell’anno precedente), dati inflazionistici favorevoli e un tasso di disoccupazione che per la prima volta dal 2001 si trova al di sotto del 15%. Anche i ricavi aziendali sono risultati incoraggianti. Il 70% circa dei guadagni è stato superiore a ogni aspettativa, particolare questo chiaramente apprezzato dal mercato.
Per quanto riguarda l’ulteriore sviluppo dei mercati emergenti dell’Europa Orientale manteniamo comunque una posizione ottimistica. Il nostro favorito nella regione resta il mercato azionario russo, la cui pluriennale tendenza al rialzo rimane invariata. La congiuntura solida persistente, i risultati aziendali soddisfacenti e le valutazioni favorevoli potrebbero fornire ulteriori impulsi di crescita al mercato nel suo complesso. Inoltre i prezzi di petrolio e gas, sempre alti nonostante le modifiche, costituiscono un punto di forza per lo sviluppo di questi mercati. Dal nostro punto di vista, la richiesta di materie prime potrebbe diventare più consistente in futuro e in tal senso i prezzi potrebbero attestarsi su livelli elevati, soprattutto per il fatto che dal lato dell’offerta è difficile pensare a un ampliamento delle capacità produttive a breve termine. Anche la tendenza alla liberalizzazione nel settore del gas dovrebbe avere un influsso positivo sul mercato. Il livello del costo del gas in Russia si è attestato notevolmente al di sotto delle quotazioni mondiali e ci si aspettano quindi graduali adattamenti, che tornano a vantaggio dei fornitori di gas indipendenti. Ne traggono profitto però anche i grossi gruppi petroliferi che dispongono di notevoli giacimenti di gas. A tal riguardo, nonostante tutte le oscillazioni del prezzo dell’oro nero, le società petrolifere russe restano interessanti a lungo termine per quanto riguarda gli aspetti strutturali.
Per quanto concerne l’Europa Centro-Orientale sottopesiamo l’Ungheria, pur considerando positivi i mercati principali, anche sulla base della convergenza che però si sviluppa in parte in modo molto diversificato. Le stime qui sono ancora convenienti e le prospettive di guadagno da parte delle aziende sono complessivamente promettenti. In particolare, si rilevano ottime possibilità di investimenti in Polonia, dove uno dei nostri settori preferiti è quello bancario.
Fonte: Union Investment – Ogami









