Fonte: Borsa e Finanza
14 Settembre 2009
Autore: Gianluigi Raimondi
Il Venezuela e altri 11 Paesi produttori stanno pensando a una sorta di Opec sulla commodity. Ma i prezzi nel frattempo restano ai minimi….
Il presidente del Venezuela, Hugo Chavez, ha rilanciato in settimana l’idea di costituire «una sorta di Opec» del gas naturale. E a differenza dei precedenti tentativi di formare un Cartello dei produttori ora, secondo l’agenzia di stampa russa Ria Novosti, avrebbe l’appoggio di ben 11 Paesi, Il primo meeting, per formalizzare l’accordo, si terrà il prossimo dicembre in Russia.
Una situazione che potrebbe creare tensioni sul lato dell’offerta dato che, in base alle stime di Bp, Iran e Russia possegono circa il 40% delle riserve mondiali di gas, il Venezuela ha i maggiori giacimenti dell’America latina e il Turkmenistan i più ampi dell’Asia centrale. Nel frattempo, tuttavia, le quotazioni non si riscaldano e al Nymex di New York il future resta sui minimi degli ultimi sette anni, poco al di sopra dei 3 dollari per milione di british thermal unit (mmbtu). «Colpa – spiegano da Barclays Capital – del calo della domanda sia industriale sia residenziale che, a sua volta, si rispecchia in un incremento delle scorte Usa».
Dati alla mano, nel complesso, larichiesta di questa commodity è diminuita nel primo semestre dell’anno del 2% rispetto allo stesso periodo del 2008. Complice inoltre la sinora «quieta» stagione degli uragani nel Golfo del Massico, il mercato deve fare i conti un contango ancora molto elevato, fatto che ribadisce l’attuale surplus di offerta.
Per sfruttare i movimenti del gas naturale, oltre al future trattato a New York, a Piaz-za Affari sono disponibili tre Etc, due long e uno short (codici Isin GBOOB15KY104, JEOOB2NFTQ41 e JEOOB24DM351) emes-si daEtf Securities, due investment certifi-cate offerti da Abn Amro e Banca Imi (Isin NL0000472082 e IT0004157449) e quattro leverage certificate «mini future bear» targati da Abn Amro.
Fonte: Borsa e Finanza del 12 settembre 2009









