Fonte: Borsa e Finanza
11 Luglio 2009
Autore: Guido Ballosta
Nel settore delle azioni aurifere e argentifere la «forza relativa», cioè la capacità di tali titoli di salire più della media nei momenti di ottimismo…
e scendere meno nelle fasi calanti, rappresenta uno degli indici più importanti da considerare. Se si seguono le 400 società minerarie aurifere quotate nelle Borse Usa e canadesi e le 100 compagnie argentifere, si scoprirà una varietà di oscillazioni, spesso in controtendenza rispetto alla tendenza del metallo sottostante. Le azioni infatti reagiscono a una miriade di notizie differenti, dalla capacità di effettuare una ricapitalizzazione alle delusioni derivanti da scarsi risultati di ricerca di filoni. Per i preziosi diventa perciò imperativo seguire le azioni che, di volta in volta, mostrano la maggiore forza relativa rispetto all’universo dei titoli minerari. Le azioni aurifere sono infatti investimenti da trading più che da cassettista Necessitano perciò di una continua verifica sulla loro bontà. Da alcune settimane i titoli più interessanti a elevata capitalizzazione sono Agnico Eagle, Kinross Gold Company, Randgold, Gold Corporation. Queste società risultano attualmente più allettanti per i cultori dei grafici di colossi del calibro di Barrick Gold, Anglogold e Newmont. Nell’universo delle small cap minerarie, le cosiddette «junior», estremamente speculative, spiccano invece per la loro forza lamgold, Alamos, Red Back e Jaguar Mining. Se il metallo giallo dovesse finalmente rompere la fatidica qitota di 1.017 dollari per oncia, gli speculatori si getteranno in massa su questi valori. Naturalmente se il rialzo dovesse slittare la lista delle compagnie che mostrano una forza relativa superiore potrebbe mutare.
Fonte: Borsa e Finanza del 11 luglio 2009









