Fonte: Borsa e Finanza
Autore: Gianluigi Raimondi
10 Novembre 2008
Il crescente costo della produzione e il potenziale recupero del dollaro….
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dopo le presidenziali Usa spingono al ribasso le quotazioni dell’oro.
«A livello mondiale – sostiene Peter Hambro, presidente dell’ononimo colosso aurifero russo – il prezzo dell’estrazione è aumentato di quasi il 20% rispetto allo scorso anno, uno scenario che preoccupa sempre di più i produttori considerando che il fabbisogno di liquidità ha ridotto la domanda di lingotti e potrebbe spingere ulteriormente al rialzo il biglietto verde con conseguenti ribassi delle quotazioni».
Nel frattempo, in scia a questo scenario, Morgan Stanley ha già tagliato del 21% a 750 dollari per oncia il target price dell’oro atteso per il 2009 e del 18% a quota 825 quello previso per l’anno.
Fonte: Borsa e Finanza
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