Jeff Berwick, in un editoriale pubblicato da gold-eagle.com, è drastico: la scelta di legare il franco svizzero…
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all’euro rappresenta per queste valute un doppio suicidio. Già Ubs aveva sentenziato che «l’euro non esiste e non funziona». Ma Berwick è andato oltre. Secondo l’analista, la mossa di legare il franco all’euro senza permettergli di perdere quota 1 ,20 è pericolosa per la Confederazione.
Fino a quando riuscirà a mantenere sotto controllo questo cambio in un mondo di svalutazioni concorrenziali? La mossa ha già provocato una svalutazione del 10% per il franco rispetto ai precedenti massimi.
La Swiss National Bank si è dichiarata d’accordo: se l’euro dovesse perdere valore il franco ne seguirà la discesa La mossa tarpa l’interesse della speculazione, almeno per il momento. E distrae gli investitori da altre interessanti monete, come la corona norvegese o quella svedese, in quanto si teme che analoghe scelte avvengano per queste due valute. C’è un solo vincente: l’oro. Questo non può essere stampato a man bassa dalle Zecche internazionali.
L’incremento di liquidità, sostiene Berwick, ha sempre una via d’uscita alle incertezze finanziarie.
Questa via si chiama inflazione. Non sentite odore di Qe3, ci dice Berwick? Quanto sopra ha rafforzato l’ottimismo di Eric Sprott. D guru dei metalli preziosi, in un’intervista a King World News, ha dichiarato che ormai «per oro e argento il limite del rialzo è rappresentato dal cielo».
Se le rotative delle Zecche internazionali dovessero funzionare a pieno ritmo c’è il rischio che l’inflazione prevista possa diventare iperinflazione. Un timore che già aleggia da tempo tra gli osservatori.
Autore: Guido Bellosta
Fonte: Borsa e Finanza del 24 settembre 2011








