Gli analisti che seguono il mercato dell’argento si contano sulla punta delle dita Eppure il metallo presenta fondamentali decisamente più allettanti dell’oro, che dovrebbero spronare le analisi e favorire acquisti da parte di gestioni, investitori e speculatori. ..
Se vuoi ricevere le principali notizie riguardanti gli ETF e gli ETC iscriviti alla Nostra Newsletter settimanale gratuita.
Clicca qui per iscriverti gratuitamente.
Alcune cifre di recente riprese dalla stampa finanziaria (Zero Hedgé) hanno infatti ricordato che l’argento disponibile sulla terra e di possibile consegna – non ancora cioè da estrarre dal sottosuolo – è drasticamente calato negli ultimi 60 anni. Nel 1950 si stimava che fossero disponibi-li sul pianeta circa 10 miliardi di once (1 oncia = 31,1 grammi) di argento e un miliardo di once d’oro. Questa forte disponibilità di argento ha permesso che il suo utilizzo si allargasse notevolmente, facilitato dai prezzi bassissimi.
Il consumo d’argento ha però toccato livelli molto elevati, al punto che il metallo disponibile sopraterra si è ridotto a 500/700 milioni di once. Nel frattempo la quantità di oro si è incrementata, toccando gli attuali 7 miliardi di once. In pratica le statistiche ci informano che l’argento disponibile già estratto è diminuito del 93% in 60 anni. Le scorte strategiche Usa si sono nel frattempo azzerate.
L’argento sarà il primo metallo per il quale si avranno problemi di disponibilità. L’Us Geological Survey aveva calcolato che ai ritmi attua-li le riserve di metallo si esauriranno in un ventennio. Sorprende, quindi, la sostanziale tenuta del rapporto oro/argento, ancora lontano dai record toccati nel 1980. In tale occasione un grammo d’oro valeva 16 volte una analoga quantità di argento. Ora siamo quasi a quota 50. La situazione viene giustificata solo dall’opera di manipolazione del prezzo dell’argento effettuato dalle grandi banche americane fino all’anno scorso.
Autore: Guido Bellosta
Fonte: Borsa e Finanza del 21 gennaio 2011









