Via libera della Camera alla privatizzazione dell’acqua. E cresce l’appeal del settore. Per cavalcare il trend, Piazza Affari offre fondi comuni ed Etf…..
II via libera della Camera alla liberalizzazione dell’acqua, arrivato giovedì 19 novembre, ha scatenato numerose polemiche. Allo stesso tempo, però, ha dato nuova linfa al portafoglio degli investitori, che ora guardano con maggiore interesse a un business da 5 miliardi di euro l’anno.
«Da un punto di vista dei mercati – commenta a B&F Giacomo Chiorino, direttore investimenti di Alpi Fondi Sgr (il fondo Alpi Risorse Naturali è investito per circa il 20% del portafoglio nel comparto idrico) -il settore dell’acqua in Italia quest’anno non è stato particolarmente brillante, perché fatto principalmente da utility. Ma ora, il via libera alla liberalizzazione permetterà a società come Acea, Iride, Enìa ed Hera di accrescere il loro raggio di azione». A tutto vantaggio dei margini e della quotazione in Borsa.
«Il problema – continua Chiorini – resta il modo in cui verrà fatta questa liberalizzazione. In molti casi questi processi in passato sono stati fatti male e in modo molto opaco. Nonché ai danni del consumatore finale, che ha pagato tariffe più alte. A mio avviso, comunque, piuttosto che investire in utility conviene puntare di più sul-le aziende che fanno filtraggio, recupero di acque reflue e manutenzione».
Peccato, però, che in Italia non ci sono società attive nel miglioramento della gestio-ne dell’acqua. «Bisogna spostare l’attenzione verso gli Usa, dove per fare qualche esempio troviamo Nalco Holding (società che ha riscosso anche l’interesse di Warren Buffett, azionista al 6,5%, ndr) – continua Chiorino – o ancora verso il Far East, dove l’azienda più nota è Hyflux. Ma di nomi negli Usa se ne possono fare tanti: da Pali a Calgon Carbon, fino ad arrivare a Insituform Technologies. E qualcosa è possibile trovare anche in Europa, come la finlandese Uponor, società specializzata in tutte quelle che sono tubazioni di trasporto di materiali».
E il forte appeal di società attive nelle infrastrutture e nella manutenzione dell’acqua è confermato anche da Hans Peter Portner, gestore del Pictet Water Fund: «Se da un lato è vero che le società attive nell’area delle tecnologie idriche (dal recupero delle infrastrutture alle rilevazioni idriche, ndr) si trovano in difficoltà a causa dell’irreperibilità dei finanziamenti, dall’altro è pur vero che i progetti in corso saranno posticipati più che annullati.
Del resto è impossibile negare la necessità di investimenti nel trattamento delle acque e nelle infrastrutture per la distribuzione – continua il gestore – I fondi destinati da diversi governi alle infrastrutture idriche e di smaltimento delle acque reflue confermano la crescente importanza riconosciuta alla materia nell’ambito delle politiche pubbliche.
Tant’è che, all’inizio del nuovo trimestre di esercizio, alcune società hanno dichiarato esplicitamente di aver ricevuto le prime commesse significative in seguito alle misure di stimolo adottate dall’amministrazione Usa, che prevedono va-ri programmi di trattamento e trasporto delle acque municipali».
Insomma, il terreno è più che fertile. Ma piuttosto che cercare l’azzardo e puntare sulle singole società, l’ideale sarebbe affidarsi a strumenti del risparmio gestito. In particolare, Razza Affari offre due fondi comuni specializzati sull’acqua (il Pictet Water Fund e il Sam Sustainable Water, in rialzo da inizio anno rispettivamente del 13,74% e del 25,93%) e tre Etf (l’Etfx Janney Global Water Fund, l’iShares S&P Global Water e il Powershares Palisades Global Water Fund).
Se poi si cerca una maggiore diversificazione, allora ci si può affidare anche ai fondi specializzati nelle risorse naturali, che oltre a puntare sul settore idrico investono in altri temi, come per esempio il legno e l’energia alternativa. E in questo caso le performance sono anche più allettanti, come per il Vontobel Global Trend Future Resources, in attivo da gennaio del 40,28 per cento.
Fonte: Borsa e Finanza del 21 novembre 2009
Autore: Gabriele Petrucciani









