SPDR ETF State Street Global Advisors ha annunciato oggi il cambiamento di benchmark per il fondo SPDR® STOXX Europe 600 ESG Screened UCITS ETF,
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Francesco Lomartire, Head of SPDR ETFs Southern Europe
il primo ETF ESG lanciato dalla società in Europa nel 2019, che passa dall’indice STOXX® Europe 600 ESG-X Index all’indice STOXX® Europe 600 SRI e cambia il nome in SPDR STOXX Europe 600 SRI UCITS ETF.
Gli indici STOXX ESG-X applicano dei filtri di esclusione standard basati su determinati criteri e prodotti ad un universo di investimento iniziale, una strategia nota come screening negativo. Gli indici STOXX SRI (Socially Responsible Investing) rappresentano un passo avanti sulla strada verso la sostenibilità poiché ampliano l’elenco dei filtri di esclusione sui prodotti e applicano due filtri aggiuntivi al fine di escludere i titoli delle società che registrano le peggiori performance in campo ESG e le emissioni di anidride carbonica più elevate.
Francesco Lomartire, Head of SPDR ETFs Southern Europe, ha commentato: “Questo cambiamento di benchmark avviene in un contesto caratterizzato dal crescente impegno degli investitori sul fronte ESG e dall’emergere in generale di una maggiore consapevolezza sul ruolo chiave svolto dagli investimenti nella spinta verso il cambiamento”
Commento: Investimenti azionari europei ESG: stare al passo con i tempi
In risposta alle richieste degli investitori e grazie alla maggiore disponibilità di indici, abbiamo cambiato il benchmark del nostro ETF azionario europeo ESG. Il fondo offre ora accesso alla metodologia SRI sull’indice STOXX Europe 600, un benchmark chiave per gli investitori. L’indice STOXX Europe 600 SRI aggiunge filtri di esclusione sulla base dei punteggi ESG best-in-class e tiene in considerazione le emissioni di anidride carbonica.
Gli investimenti ESG in Europa stanno evolvendo a un ritmo straordinario
Da veterani dell’industria, siamo testimoni da anni della velocità di sviluppo in ambito ESG: il significato, le analisi, le richieste alle aziende in cui si investono i capitali, i requisiti normativi e la spinta degli investitori ad evolversi avanzano a un ritmo mai visto prima nell’asset management.
In SPDR, e più in generale in State Street Global Advisors, stiamo partecipando con impegno a questa evoluzione fondamentale. A tal fine, abbiamo deciso di cambiare il benchmark di quello che è stato il nostro primo ETF ESG in Europa. Il nuovo benchmark adotta una serie di esclusioni sulla base di determinati criteri e prodotti combinato con un approccio best-in-class basato su valutazioni ESG già utilizzati all’interno di altri prodotti SPDR.
Perché l’Europa?
Le azioni europee sono attualmente una delle nostre aree di investimento preferite. Le valutazioni interessanti della regione, i bias settoriali e la fase attuale del ciclo economico supportano questa preferenza. Mentre le nuove ondate di COVID suggeriscono l’adozione di un approccio più cauto, qualsiasi debolezza dei prezzi può alimentare la mentalità “compra sui minimi” degli investitori che cercano di incrementare la loro esposizione.
L’Europea ha il vantaggio di essere molto più avanti del resto del mondo in termini di visione ESG, che vede in prima linea l’Unione europea con un ruolo chiave nel guidare la diffusione delle informazioni, la regolamentazione, la tassonomia (in particolare sul fronte ambientale) e la mentalità degli investitori in favore degli investimenti sostenibili.
Dallo screening all’inclusione
Con l’aumento della domanda di investimenti ESG, gli approcci sono diventati più sofisticati e l’attenzione alle tematiche ESG di molti investitori è aumentata. Questa evoluzione si accompagna alla volontà di accettare più rischi per ottenere maggiori risultati in termini di esposizione ESG.
Gestori e provider di indici si sono evoluti in modo simile. La prima fase degli investimenti ESG è iniziata alcuni anni fa con la ricerca di soluzioni che offrissero uno screening negativo. Gli indici offrivano esclusioni tipiche basate su armi controverse, tabacco, carbone e non compliance con i principi del Global Compact delle Nazioni Unite. In quel contesto, c’era ampio consenso sul fatto che questo approccio costituisse una metodologia ESG a livello base.
In una seconda fase, gli index provider, come il nostro partner STOXX, hanno creato indici in grado di integrare i criteri ESG e l’applicazione di metodologie di screening positivo. Ciò significa integrare punteggi ESG che migliorino il profilo rischio-rendimento dell’indice e includere le società best-in-class in materia ESG per ciascun settore. Inutile dire che questo comporta un tracking error più elevato rispetto agli indici di partenza.
SPDR STOXX Europe 600 SRI UCITS ETF (precedentemente chiamato SPDR STOXX Europe 600 ESG Screened UCITS ETF) ha un nuovo benchmark che incorpora ulteriori filtri che riflettono alcune delle definizioni europee più rigorose in materia di investimenti socialmente responsabili, compresa l’esclusione sulla base delle emissioni elevate di anidride carbonica.*
* Prima del 30 novembre 2021, SPDR STOXX Europe 600 SRI UCITS ETF era conosciuto con il nome SPDR STOXX Europe 600 ESG Screened UCITS ETF.
Fonte: ETFWorld.it







