Il responsabile per l’Italia Caleffi: «L’obiettivo è arrivare a coprire tutte le asset class e creare una struttura che funga da aggregatore di liquidità» ….
Dopo il lancio degli Etf settoriali europei, Source (provider di exchange traded products) ha deciso di puntare anche sugli Usa, lanciando sulla Borsa di Londra nove fondi indice settoriali statunitensi, il numero di prodotti targati Source, tra azionati e commodity, sale così a quota 68. E presto potrebbero arrivarne altri.
Anche in Italia «In Europa c’è sempre stata una grande domanda per i settoriali statunitensi, soprattutto – spiega aB&F Stefano Caleffi, respon-sabile di Source per l’Italia – e ora gli investi-tori hanno la possibilità di accedere, attraverso Etf conformi alla direttiva Ucits DI e quotati in Europa, a un prodotto derivato dai già conosciuti e affermati indici settoriali Usa S&P Select Sedar.
Abbiamo lavorato a stretto contatto con S&P al fine di rendere gli indici già esistenti conformi alla direttiva Ucits. E il risultato è rappresentato dai nuovi S&P Select Sector Capped 20%, benchmark dei fondi indice lanciati nei giorni scorsi». Gli Etf settoriali Usa sono nati negli Stati Uniti nel 1998 e a oggi hanno raggiunto un’enorme popolarità sul mercato domestico. «Tant’è – fa notare Caleffi – che il totale della massa gestita da questi prodotti ammonta attualmente a 76 miliardi di dollari, ovvero circa il 12% del mercato Etf statunitense».
I settoriali Spdr Us Select rappresentano il 41% della massa gestita dagli Etf settoriali Usa e hanno un volume di scambio medio giornaliero pari al 59% del turnover medio giornaliero complessivo dei fondi indice settoriali statunitensi.
«Tuttavia – aggiunge Caleffi – a causa delle restrizioni all’investimento o allo scambio di Etf quotati negli Stati Uniti, molti investitori europei non hanno avuto la possibilità, almeno fino ad ora, di accedere a questo mercato e alla liquidità che lo caratterizza». Chiuso il capitolo Usa, Source ha altri piani di sviluppo in mente.
«Vogliamo arrivare a coprire un po’ tutte le asset class -continua il responsabile per l’Italia di Source – Al momento, per fare un esempio, abbiamo dei buchi sull’equity emergente e ancora non abbiamo una gamma fixed income.
Abbiamo intenzione di coprire questi vuoti e lo faremo sempre con la logica del multi-swap (attualmente le controparti di swap degli Etf sono quattro: Goldman Sachs, Morgan Stanley, Merrill Lynch e Nomura) e quotando i vari prodotti su un’unica Borsa Niente cross seìling; dunque.
Anche perché il nostro obiettivo finale è diventare una piattaforma che funga da aggregatore di liquidità, così da eliminare le inefficienze di mercato e puntare alla liquidità del modello americano, che vanta un volume di scambi giornaliero di gran lunga superiore all’Europa . Per ora – conclude – i nostri Etf sono presenti a Londra o a Francoforte, ma in futuro non escludiamo di allargarci anche su altre piazze; come l’Italia, che per noi è un mercato core».
Fonte: Borsa e Finanza del 23 gennaio 2010
Autore: Gabriele Petrucciani









