In un primo momento, a gennaio, i mercati hanno reagito in modo molto positivo alle buone prospettive economiche mondiali. Il proseguimento nella riduzione della politica monetaria negli USA ha però innescato un allontanamento dagli investimenti rischiosi….
sostenere la valutazione che vede un proseguimento della ripresa economica. Incrementiamo leggermente la quota azionaria a scapito delle materie prime.
Ci troviamo in una fase di crescita sincrona dei tre grandi blocchi economici USA, Europa e Giappone. Solo i mercati emergenti presentano un andamento non omogeneo. Questo scenario economico continua a offrire complessivamente sostegno ai mercati azionari. Nonostante l’arretramento prima dello scadere del mese, la dinamica a medio e lungo termine per le azioni resta positiva. Fuori posto in questo quadro roseo è stato il crollo del seguitissimo indice statunitense ISM, il netto arretramento degli ordini è però stato considerato a maggioranza “dovuto al cattivo tempo” e, a nostro parere, è normale dopo un quarto trimestre così forte. Per l’anno in corso continuiamo ad attenderci una crescita economica negli USA del 2,5 per cento circa.
Azioni: Le imprese USA producono, quelle europee soffrono
Dopo una fase di revisioni negative degli utili ci aspettiamo ora dati migliori dagli analisti azionari. La stagione dei rendiconti ha avuto sinora un decorso positivo, soprattutto negli USA: le imprese statunitensi “producono”, sia in termini di fatturati che di utili. Purtroppo lo stesso non si può dire per le imprese europee, non ancora. È opinione diffusa che siano di freno la domanda fiacca proveniente dai mercati emergenti e l’euro forte. Noi crediamo che un rafforzamento della dinamica degli utili anche in Europa sia solo una questione di tempo e manteniamo il nostro sovrappeso in azioni europee.
Obbligazioni: Upgrade della periferia europea
Il ritorno della stima nei confronti delle obbligazioni della periferia europea è stato sottolineato dall’upgrade della Spagna da parte dell’agenzia di rating Moody’s (da Baa3 a Baa2). La nostra ponderazione delle obbligazioni periferiche è neutrale e qui lasciamo correre gli utili. Sul versante delle obbligazioni societarie, i tassi di default restano stabili a un livello basso. In questo senso il rincaro è giustificato dal buon andamento economico; il mercato per le obbligazioni societarie resta inoltre ben sostenuto dalla forte domanda e dall’offerta limitata.
Valute: Dollaro USA long rispetto allo yen giapponese
La recente rivalutazione dello yen giapponese è utilizzata per ritornare sull’USD/JPY, ci attendiamo infatti che prima o poi siano introdotte ulteriori misure per incentivare la crescita in Giappone da parte della politica (monetaria) del Paese. Ciò porterà un nuovo indebolimento dello yen.
Tattica: Un po’ più azioni, un po’ meno materie prime
La nostra osservazione sistematica dei mercati per quanto riguarda premi di rischio, sentiment e volatilità ha fornito risultati leggermente positivi per le azioni, che giustificano ancora un sovrappeso azionario nei portafogli misti. Ciò ci spinge a innalzare di nuovo in piccola misura la quota azionaria dopo l’orientamento un po’ più difensivo sino alla fine del mese. Questo va a scapito delle materie prime, nelle quali per il momento non vediamo più alcun potenziale di crescita dei corsi dopo i rialzi dall’inizio dell’anno.
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Fonte: ETFWorld – Swisscanto






