II numero di prodotti quotati a Piazza Affari raggiunge quota 349, mentre il patrimonio complessivo si avvicina alla soglia dei 14 miliardi di euro ….
La crescita dell’industria italiana degli Exchange traded fund (Etf) non sembra volersi fermare. A fine 2009 il patrimonio gestito dai fondi indice ha raggiunto i 13,5 miliardi di euro, con un incremento del 33% circa rispetto ai 10,2 miliardi di dicembre 2008. Ed è in continua crescita anche il numero di prodotti, per effetto di nuovi e vecchi emittenti.
Così oggi si contano 349 fondi indici, contro i 279 di un anno fa. In particolare, Lyxor Am (gruppo Société Generale) ha quotato nei giorni scorsi due nuovi prodotti, allargando ulteriormente la propria gamma di offerta (attualmente conta 81 fondi, contro gli 89 di Deutsche Bank e i 96 di iShares). Si tratta di due Etf obbligazionari, il Lyxor Etf EuroMts AAA Govern-ment Bond e il Lyxor Etf Euro Corporate Bond ex Financials, che offrono l’opportunità di investire in modo diversificato in tìtoli di Stato dell’area euro con rating tripla A e sui corporate bond emessi da società non appartenenti al mondo finanziario.
Quest’ultimo strumento va ad affiancarsi a un altro Etf sui corporate bond (sempre di Lyxor) già prezzato a Razza Affari, caratterizzato però da una forte esposizione al settore financials (circa il 45%). Entrambi i prodotti, coperti dal rischio di cambio, sono armonizzati e conformi alla direttiva Ucits IH. Le commissioni di gestione su base annua, invece, variano dallo 0,165% dell’Etf governativo allo 0,20% dell’Etf corporate.
PowerShares , invece, ha deciso di potenziare la gamma dei prodotti cosiddetti «fondamentali», convertendo la vocazione di tre vecchi Etf già quotati a Piazza Affari. Così il PowerShares Dynamic Europe Fund ha cambiato obiettivo e politica d’investimento diventando PowerShares Ftse Rafi Emerging Markets Fund; i il PowerShares Dynamic Global si è trasformato in un Ftse Rafi Asia Pacific ex-Japan Fund; il PowerShares Dynamic Italy Fund è diventato un Ftse Rafi Switzerland Fund. «Gli Etf basati su indici fondamentali consentono di realizzare investimenti che tengano conto della reale dimensione finanziaria delle società – spiega Sergio Trezzi, managing director e country head di Invesco – valorizzando le loro variabili fondamentali (vendite, patrimonio netto, flussi di cassa e dividendi, ndr) e non la semplice capitalizzazione di mercato. Gli indici fondamentali Ftse Rafi permettono quindi di evitare di sovrappesare i titoli sopravvalutati, operazione che costituisce un potenziale difetto degli indici a capitalizza zione di mercato.
Crediamo fermamente al valore degli indici fondamentali che non sono legati alle fluttuazioni dei mercati – continua – In un contesto di mercato di lenta crescita economica e forte enfasi sulle aziende di alta qualità, che è quello che ci aspetta, la fecalizzazione su aziende caratterizzate da ottimi fondamentali rappresenta un grosso valore aggiunto degli Etf Ftse Rafi, unitamente ai punti salienti tipici di un investimento passivo: quindi replica di un indice, minori costi, selezione trasparente basata su regole precise e massima libertà nell’acquisto e nella vendita In particolare mi preme sottolineare l’attraente opportunità rappresentata dal PowerShares Ftse Rafi Emerging Markets Fund – conclude – Le economie emergenti sono un ottimo potenziale di investimento. Negli ultimi 10 anni sono cresciute a tassi molto interessanti e riteniamo continueranno su questo trend».
Fonte: Borsa e Finanza del 7 febbraio 2010









