ORO2

Preziosi, la crisi è solo per i low cost


Iscriviti ai Nostri canali


Crisi? Questa parola non ha mai aleggiato sui frequentatori delle aste dei gioielli. Nell’ultima sono state toccate quotazioni inimmaginabili per gli oggetti più ricercati. L’anno si è …

chiuso infatti con la fissazione dell’astronomica cifra di 2,1 milioni di dollari per carato nel settore delle gemme colorate, di 240.000 dollari per carato (massimo storico) per i diamanti colourless e di 144.000 dollari per carato per gli zaffiri.

Caccia anche alle spille griffate Van Cleef & Arpels. Una spilla è stata battuta a 422.500 dollari contro una valutazone di 50.000/70.000 dollari. Per non parlare di un diamante Il flawless di ben 62,30 carati acquistato da uno sconosciuto magnate a 8.051.000 dollari. Infine, a dicembre, a Hong Kong, un diamante rosa di 5 carati di Graff ha spuntato 10,7 milioni di dollari, con una quotazione di 2,1 milioni di dollari al carato, nuovo record per i diamanti rosa. La ricerca spasmodica di oggetti unici ha quindi spinto alle stelle le quotazioni.
Il 2009 non è stato invece un anno facile per il settore dei brillanti.

Della crisi ne hanno fatto le spese proprio le pietre di minor pregio. I fabbricanti hanno reagito chiudendo le miniere per evitare un’accentuazione nelle oscillazioni dei prezzi. Grazie a questa mossa le pietre di minor pregio sono riuscite a recuperare parte del terreno perso.

Ora si attende la comunicazione delle vendite di gioielli di Natale, periodo nel quale si concentrano molti acquisti.

L’incertezza domina per gli anelli più economici. La tecnica di manipolare il mercato bloccando l’arrivo di nuove pietre grezze per stabilizzare le quotazioni, in atto da oltre 60 anni, solitamente funziona.

Fonte: Borsa e Finanza del 9 gennaio 2010

Autore: Guido Bellosta

Investment World

Iscriviti alla Newsletter di ETFWorld.it

Ho letto l'informativa Privacy e autorizzo il trattamento dei miei dati personali per le finalità ivi indicate.