Tassi di interesse ai minimi, oro sui massimi storici (come nominale). La situazione che si è formata sui mercati dei metalli preziosi potrebbe mutare se i tassi dovessero aumentare drasticamente? La risposta di…
Steve Saville è dettagliata
L’analista ricorda che negli anni Settanta l’ascesa del metallo giallo era avvenuta contemporaneamente a un consistente rialzo dei tassi.
L’analoga salita dei due elementi ha spinto molti investitori a reputare positivi i rialzi dei tassi per le quotazioni dei preziosi.
Questo assioma non è stato confermato dal comportamento tenuto dai tassi nello scorso decennio.
Infatti, l’oro è salito in modo deciso dal 2001, toccando nuovi massimi nominali a fine dicembre 2009, proprio mentre l’inflazione diminuiva con contemporaneo azzeramento dei tassi.
Secondo Saville i fattori che influenzano il metallo derivano dall’entità dell’innalzamento della curva dei rendimenti. Fin quando i tassi a breve risulteranno inferiori a quelli a lungo termine questa situazione influenzerà positivamente il mercato. Infatti in tale frangente gli osservatori si attendono una inflazione crescente o una stretta della liquidità a lungo termine.
Questi raffronti con il passato dimenticano però che attualmente il principale timore che spinge gli investitori verso il metallo giallo è la sicurezza. I golabug segnalano le continue svalutazioni competitive ira le monete, l’alluvione di nuova «carta» sui mercati dopo un anno di funzionamento a pieno regime delle rotative delle zecche e le incertezze che ci saranno sul mercato per la valanga di obbligazioni che scadranno tra un paio di anni. Paragoni con il passato risultano perciò fuorvianti. Il futuro sarà ben diverso.
Autore: Gianluigi Raimondi
Fonte: Borsa e Finanza del 27 marzo 2010









