COLOMBIA

Nel 2010 caccia grossa agli emergenti


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I paesi in via di sviluppo continueranno a guidare la ripresa mondiale

America Latina da privilegiare….

Gli esperti non hanno dubbi.

I cavalli di razza del 2010 saranno ancora una volta gli emergenti. E più in particolare i Paesi Eric, che da inizio anno stanno letteralmente surclassando i mercati care.

Il Brasile, per fare un esempio, è in attivo del 128% in euro, mentre la Cina sta guadagnando con lo Shenzhen Composite il 108% (più contenuto il guadagno dello Shanghai Composite, in attivo del 38%).

Europa e Stati Uniti, invece, sebbene positivi, hanno rendimenti decisamente inferiori, che si aggirano intorno ai 20 punti percentuali. Super performance, quelle emergenti, che stanno catalizzando sempre più l’attenzione degli investitori. Non è un caso che la maggior parte dei capitali raccolti dai fondi azionar! sia confluita proprio nei prodotti specializzati sulle aree in via di sviluppo.

Basti pensare che dei 2,6 miliardi di euro rastrellati nei primi 11 mesi dell’anno dai fondi equity (dati Assogestioni), circa 1,5 miliardi sono da attribuire agli azionari emergenti. Una scelta azzeccata se si guarda ai rendimenti realizzati dai gestori nel 2009 (vedi tabelle in pagina).

E secondo gli addetti ai lavori, i risparmiatori dovrebbero continuare a seguire questa strada. Futuro cmerging «I solidi fondamentali economici e un debito più basso sono due ele-menti che suggeriscono come i Pae-si emergenti possano continuare a guidare la ripresa mondiale», commenta Simona Paravani, global strategist di Hsbc Global Asset Management.

Inoltre, Thomas Gerhardt, gestore del Dws Eric, fa notare come «il sentiment continui a migliorare per effetto sia del trend rialzista dell’indice Crb sia dell’impegno del G20 a proseguire la politica di stimolo». Certo, grazie ai recenti rialzi e in virtù dei sostenuti consumi interni, e in particolare dell’espansione del credito, i merca-ti Bric sono tornati sui livelli di crescita del 2006-2007.

«Ma questo non deve spaventare – sottolinea Michel Girardin, direttore investimenti di Union Bancaire Privée (Ubp) – Anzi, sono convinto che lebuone notizie non si esauriranno presto, soprattutto considerando la ripresa del commercio estero attesa per fine anno e la pubblicazione dei risultati dell’ultimo trimestre».

Più Brasile meno Asia E Paravani di Hsbc Global Am consiglia di sovrappesare l’America Latina rispetto ai Paesi asiatici, almeno in un’ottica di breve periodo: «Sebbene entrambe le regioni presentino dei buoni fondamentali economici, secondo i dati dell’ultimo anno i titoli azionari dell’America Latina, con un p/e di 15,6 volte, sono stati scambiati a sconto del 40% rispetto a quelli asiatici, che hanno un p/e di 26,3.

Le società dell’America Latina, dunque, appaiono sottovalutate ed è possibile una loro overperformance, soprattutto se l’economia continuerà a sorprendere al rialzo, come per esempio nel caso della crescita dei consumi in Brasile». E JoannaTerrett, investment director di Swip, suggerisce di guardare con attenzione anche al Messico, «in quanto potrebbe beneficiare di un miglioramento dell’economia Usa».

Gli strumenti per operare Piazza Affari offre diversi fondi per investire nei Paesi Bric. Tra questi, il migliore in termini di performance da inizio anno è l’Ubam Equity Bric di Union Bancaire Privée, che sotto la guida di Yang Liu sta guadagnando il 114,76 per cento.

«Un rendimento che è stato possibile realizzare – continua Girardin di Ubp – grazie alla prevalenza del Brasile nel fondo e alla sovraponde

Fonte: Borsa e Finanza del 12 dicembre 2009

Autore: Gabriele Petrucciani

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