Il sito www.fgmr.com ha ricordato le analogie tra l’attuale situazione in cui versa il metallo giallo e simili situazioni registrate nel passato. Vi sono infatti tutte le possibilità che venga duplicato il movimento rialzista che…
aveva caratterizzato il mercato una decina di anni fa Vi era troppa compiacenza allora nei confronti del «dollaro di carta». Proprio come adesso.
Dopo po-chi mesi dall’articolo in cui fgmr.com segnalava la possibilità di un forte rimbalzo alimentato dalle ricoperture, il metallo in sei settimane crebbe del 30% per le precipitose ricoperture degli scopertisti, dopo avere toccato un minimo di 250 dollari.
La situazione sembra analoga in queste giornate. Le grandi finanziarie statunitensi sono notoriamente allo scoperto. Ma l’ammontare delle vendite effettuate eccede largamente la quantità di metallo fisico disponibile se le controparti ne chiedessero la consegna materiale.
L’oro non può essere creato ex-novo, come fatto dalla zecca Usa con i dollari di carta. Questa stretta per gli scopertisti, secondo www.fgmr.com, è già iniziata Infatti fin dalla scorsa estate il più importante Etf americano sta abbandonando gfi investimenti sull’oro effettuati tramite certificati di carta per il metallo fisico.
Questa situazione dovrebbe continuare e influenzare positivamente le quotazioni di oro e argento.
Un prezzo ben più alto deve essere toccato per spingere i possessori di oro a liquidare il loro investimento. Fgmr.com, notoriamente rialzista nei confronti del metallo giallo, conferma la sua stima di 8.000 dollari per oncia da raggiungersi entro il 2013-15. Appuntamento perciò tra cinque anni per vedere se questa coraggiosa previsione verrà confermata dal mercato.
Autore: Guido Bellosta
Fonte: Borsa e Finanza del 1 maggio 2010









