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Materie Prime: Terre rare sempre più costose

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Balzo dell’export cinese, sia in termini di volumi sia di valore, nel primo quadrimestre dell’anno. E intanto a Piazza Affari si moltipllcano i certificati….


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Nel primo quadrimestre di quest’anno l’export di terre rare dalla Cina è balzato a 18.614 tonnellate per un valore complessivo di quasi 396 milioni di dollari, rispettivamente il 33% e ben il 721% in più rispetto allo stesso periodo del 2010.

Dati che segnalano un forte incremento della domanda, considerando che Pechino controlla circa il 95% del mercato globale di questi elementi, sempre più importanti in settori cruciali quali per esempio l’elettronica, i trasporti e la difesa. E le autorità cinesi sembrano fermamente intenzionate a mantenere alti i prezzi, tanto che in settimana il governo centrale ha bocciato tutti i progetti di espansione di una serie di compagnie minerarie locali con l’obiettivo di non eccedere nell’offerta.

In questo scenario, negli ultimi 12 mesi l’indice Bloomberg Rare Earth, che raggnippa le 17 maggiori società attive nell’estrazione di queste commodity ed è tra i principali benchmark del comparto, ha registrato un incremento di oltre il 240%. Ma come possono gli investitori retail beneficiare di questo trend senza l’onere di pagare ingenti commissioni e perdere troppo tempo a trovare il broker che consente di scommettere su questi titoli? Per esempio, attraverso i certificati.

Che al Sedex di Piazza Affari si stanno moltiplicando: al Rare Earth Equity Basket emesso da Ubs (Isin DE000UB5WF45, scadenza 14 aprile 2016) in settimana se ne sono aggiunti due proposti da Royal Bank of Scotland, l’Rbs Select Rare Earth Tr (NL0009790914) e l’Rbs Rare Metals Mining Tr (NL0009790591). Per entrambi la scadenza è fissata al 17 maggio 2016.

Autore: Gianluigi Raimondi

Fonte: Borsa e Finanza del 28 maggio 2011

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