- SOLDI1

L’Etf «value» corre di più


Iscriviti ai Nostri canali


Fonte: Borsa e Finanza

27 Luglio 2009

Autore: Fabrizio Guidoni

Gli indici-cloni di Lyxor e PowerShares selezionati in base a book value, ricavi, cash flow e cedole delle società «surclassano» i rispettivi listini generali. E può continuare….

I numeri parlano chiaro: gli Etf firmati Lyxor e PowerShares, classificati come «fondamentali» da Borsa Italiana, stanno battendo gli indici generali dei mercati di riferimento. Quelli, per capirci, pesati su capitalizzazione e liquidità dei titoli.

Insomma, una sorta di rivincita dei multipli «reali», rispetto a titoli che scontano soprattutto promesse. E questo vale in particolare in Europa Ad esempio, II Lyxor Ftse Rafi Europe evidenzia un rialzo intorno al 20%, tallonato dal PowerShares Rafi Europe, mentre lo Stoxx600, l’indice generale delle azioni del Vecchio Continente, limita il recupero al 7 per cento.

Sui panieri americani la sovraperformance non è for-se così marcata. Tuttavia è di tutto rispetto, con il Lyxor Ftse Rafi Us 1.000 e il PowerShares Ftse Rafi Us 1.000 in crescita di circa il 15% da inizio gennaio, a fronte di un S&P500 (+6%) ben più pigro.

Ma come si spiega il fenomeno che potrebbe continuare anche nel secondo semestre? Tutto sommato in maniera semplice.

IL SEGRETO DEL SUCCESSO. Durante la fase più buia della crisi dei mercati azionari, individuabile tra settembre 2008 e marzo 2009, il violento sett off di tìtoli non ha guardato in faccia a nessuno. Anche i gioielli di famiglia, le società dai solidi fondamentali che vengono mollate dagli investitori istituzionali come ultima spiaggia, sono stati svenduti.

Ma proprio gli stessi campioni di Borsa, in ottica value, sono stati i primi titoli che gli stessi investitori sono tornati a comprare appena si è innescato il forte rimbalzo dal 9 marzo in poi. Qualche nome? Secondo gli ultimi dati disponibili sul sito di Borsa Italiana, l’Etf Lyxor Ftse Rafi Europe schiera in testa alla griglia dei campioni fondamentali: Britìsh Petroleum (peso 4,33%), Tota! (3,02%), Vociatone (2,74%), Hsbc (2,66%), Royal Dutch Shell A (2,40%), GlaxoSmithKline (1,98%) e la nostra Eni (1,74%). Tanti petroliferi, una banca, un tic, un farmaceutico, tutti accomunati dal fatto di eccellere secondo i criteri fondamentali. E sul fronte americano? La composizione della ricetta vincente non cambia di molto. Nel paniere del Lyxor Ftse Rafi Us 1.000 spiccano Exxon Mobil (4,13%), Wal-Mart (2,27%), Chevron (2,09%), Verizon (2%) e la solita Microsoft. Per trovare un banca non bisogna andare tanto lontano: JpMorgan Chase si posiziona all’ottavo posto, con un peso dell’ 1,66 per cento. Però agli altri istituti finanziari non viene dato molto spazio.

I CAMPIONI DI PIAZZA AFFARI. Sul parterre della Borsa Italiana lapartita ha esito meno netto. L’Etf «fondamentale» lotta testa a testa con gli indici Ftse Mib e Ftse Italia per chi va meglio da inizio anno, il PowerShares Rafi Italy 30 premia gli investitori con un +7,32% a fronte del +2,39% del Ftse Mib e del+3,79% del Ftse Italia AU Shares. Anche se, a dirla tutta, bisognerebbe valutare l’impatto e la dinamica dello stacco dei dividendi. Il vantaggio più risicato che nei casi Uè e Usa non deve sorprendere. Il listino italiano ha pochi campioni e tutt’al più una ridefinizione del paniere non può che limitarsi a cambiare qualche peso piuttosto che selezionare titoli da inserire o escludere. Così viene fuori che l’Etf è esposto soprattutto su Eni (23,41%), Telecom Italia (12,51%) ed Enel (12,16%). Poi Intesa Sanpaolo, prima banca nel Ftse Refi Italy 30, che si gode il fatto di avere un peso (8,96%) doppio di Unicredit (4,33%).

METODOLOGIA REFI. L’approccio fondamentale alimenta le potenzialità di sovraperformance di questo gruppo di Etf anche per i prossimi mesi incerti di Borsa dove la selettività in ottica value potrà fare ancora la differenza Ma come sono costruiti i sottostanti iindicifundamentol Ftse Rafi? In sintesi analizzano un universo iniziale composto dalle società comprese nella famiglia degli indici Ftse (panieri tradizionali di capitalizzazione) e applicano poi indicatori di bilancio al fine di individuare e pesare un sottoinsieme di titoli ad alte prospettive: la media dei ricavi, la media dei flussi di cassa e la media dei dividendi (straordinari compresi), tutte a cinque anni, più il book value, cioè il patrimonio netto.

Fonte: Borsa e Finanza del 25 luglio 2009

Investment World

Iscriviti alla Newsletter di ETFWorld.it

Ho letto l'informativa Privacy e autorizzo il trattamento dei miei dati personali per le finalità ivi indicate.