In seguito all’ingente afflusso di capitali esteri che ha sospinto i mercati azionari asiatici nel 2010, i timori legati all’inflazione influenzano ora negativamente le prospettive dei mercati azionari regionali per il 2011……
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Luke Stellini – Invesco PowerShares
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I gestori di Invesco specializzati negli investimenti in Asia hanno analizzato l’attuale situazione e l’hanno confrontata con situazioni simili avvenute in passato al fine di individuare la migliore strategia di allocazione degli asset in un contesto caratterizzato da un lungo periodo di elevata inflazione. Essi hanno quindi rilevato che i titoli tendono ad avere buone prestazioni durante la fase iniziale di rialzo dei prezzi, ma sono convinti che in seguito sia necessaria una posizione più prudente.
Gli analisti Invesco hanno esaminato i rendimenti di diverse classi di asset statunitensi, compresi titoli, bond, liquidità, materie prime e valute per il periodo compreso fra gennaio 1965 e marzo 1980, un periodo in cui l’indice dei prezzi al consumo è passato da 1% a 14,8%. Le analisi dimostrano che nel corso di tale periodo l’inflazione ha avuto effetti negativi su bond e titoli in termini reali, mentre ha avuto effetti positivi su oro e materie prime. Sorprendentemente, durante tale ciclo inflazionistico negli Stati Uniti, la liquidità ha mostrato risultati migliori sia rispetto ai bond che ai titoli.
Lo scarso rendimento dei titoli azionari in un contesto inflazionistico ha sorpreso perchè l’opinione comune è che i titoli rappresentano una delle migliori soluzioni per proteggersi contro l’inflazione. Tuttavia nel corso degli anni settanta le società non sono state in grado di caricare i costi più elevati sui clienti. Inoltre il periodo ha mostrato l’impennata e il crollo dei cosiddetti titoli “nifty-fifty” (50 titoli forti) ad alto potenziale di crescita e ad elevata capitalizzazione la cui grande popolarità ha portato i relativi valori di stima a livelli non più sostenibili. Questo incidente ha insegnato a tutti che le valutazioni contano.
Finora le banche centrali asiatiche sono state valutate in base alla loro capacità di mettere in pratica le proprie posizioni aggressive. E, in base ai dati più recenti relativi alle vendite regionali al dettaglio, si può affermare che la domanda aggregata è risultata sostanzialmente immune a prezzi più elevati. Nel frattempo le alluvioni in Australia hanno causato l’interruzione delle forniture di carbone, alzandone in questo modo i prezzi. Tali fattori e gli aumenti a due cifre dei salari in Cina e in India indicano che l’inflazione in Asia continuerà a rappresentare un importante elemento di incertezza nel breve periodo.
L’esperienza statunitense dimostra che i titoli azionari reggono all’inflazione solo all’inizio del ciclo inflazionistico e che subiscono brusche variazioni quando i costi e i tassi di interesse elevati iniziano a intaccare gli utili d’esercizio. Siamo quindi convinti che, in base a ciò che la storia ci insegna, sia possibile per gli investitori continuare a detenere titoli azionari regionali e godere dei benefici legati alla fase iniziale della crescita dei prezzi, ma che sia necessario vigilare su futuri sviluppi nei mercati asiatici.
Invesco è una società leader indipendente nella gestione globale degli investimenti impegnata ad aiutare persone di tutto il mondo a costruire la propria sicurezza finanziaria. Grazie a specifiche capacità di gestione degli investimenti a livello mondiale, Invesco fornisce un’ampia gamma di soluzioni d‘investimento durevoli per clienti retail, istituzionali e high net worth di tutto il mondo. La società, operante in 20 paesi, è quotata sulla borsa di New York con il simbolo IVZ.
Il presente documento è destinato ad uso esclusivo di clienti professionali del Regno Unito o dell’Europa continentale. Non è destinato e non dovrà essere in alcun modo reso pubblico o utilizzato come riferimento.
Le opinioni qui espresse sono quelle di Luke Stellini e non si riferiscono ad alcuno specifico prodotto Invesco. Tali opinioni si basano sulle attuali condizioni di mercato e sono soggette a modifiche senza preavviso.
Fonte: ETFWorld – Invesco PowerShares









