PIOMBO

La domanda traina il piombo


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Secondo Doe Run la richiesta aumenterà anche il prossimo anno. Scorte al top, ma il Metal Bulletin alza il target price a 2.560 dollari per tonnellata…


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«Questo è un anno da incorniciare e il prossimo si prospetta altrettanto favorevole». L’affermazione arriva da Jose Hansen, vicepresidente di Doe Run, big statunitense nella raffinazione del piombo, ed è riferita alla domanda mondiale di questa commodity, i cui prezzi sono cresciuti di circa il 35% negli ultimi tre mesi oltrepassando la soglia tecnica di 2.400 dollari per tonnellata. Nel dettaglio, .secondo Hansen nel 2010 la richiesta globale aumenterà a un tasso compreso tra il 5 e il 6% e nei dodici mesi successivi la crescita sarà molto probabilmente analoga. E a far incrementare l’utilizzo del piombo contribuirà, oltre alla crescente domanda proveniente dall’industria automobilistica (e dalle sempre più diffuse biciclette elettriche) in Cina, anche la richiesta da parte del settore eolico e solare (batterie e accumulatori).
Certo, nonostante i recenti rialzi del future al London Meta! Exchange, la performance da inizio anno resta negativa per circa l’l%, in controtendenza rispetto alla media degli altri metalli industriali. Uno scenario che favorisce un ulteriore potenziale allungo dei corsi. Tuttavia, nel frattempo le scorte depositate nei magazzini della Borsa di Londra hanno superato il top del 2002 sfiorando le 200mila tonnellate.
Un campanello d’allarme che potrebbe mettere in forse proseguimento del rialzo. Ma Raju Daswani, direttore generale del Metal Bulletin, avverte che ai livelli attuali di consumo gli stock sono sufficienti a soddisfare la domanda mondiale solamente per due settimane. Ed entro il 2012 il ratto potrebbe diminuire ulteriormente a poco più di una settimana. In quest’ottica il Metal Bulletin ha alzato il target medio atteso per il 2011 a 2.560 dollari per tonnellata dai 2.100 stimati per quest’anno.

Autore: Gianluigi Raimondi

Fonte: Borsa e Finanza del 16 ottobre 2010

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