Fonte: ETFWorld.it – Riproduzione Vietata in ogni forma anche parziale.
Buongiorno Dott. Giangrande, il mercato degli ETF ha iniziato il 2010 facendo segnare nuovi incrementi, dimostrando una volta di …
più la propria salute. Cosa ci può dire dei vostri ETF e del loro andamento?
L’inizio del 2010 è sicuramente molto incoraggiante. Gli asset dei nostri ETF depositati in monte titoli sono infatti cresciuti di oltre il 15% da gennaio ad oggi. Abbiamo riscontrato in particolare un crescente interesse nei confronti del nostro ETF su Emerging Market Eurobond e del db x-trackers sull’indice Short iBoxx che consente di prendere una posizione corta su un basket molto diversificato di governativi area euro. Per quanto riguarda gli ETF azionari, grossa spinta arriva dal mondo degli emergenti, ma anche l’ETF sull’indice australiano S&P/ASX 200 sta dando grosse soddisfazioni agli investitori.
I vostri ETF coprono una vastissima gamma di tipologie, ed avete anche avuto il merito di introdurre nuove tipologie di prodotti come per esempio gli short. Adesso pubblicizzate un ETF senza costi di gestione e la notizia ha suscitato un autentico caso. Ci può spiegare come è possibile offrire un’ETF a costo zero e se c’è un rovescio della medaglia?
Effettivamente l’introduzione di un ETF con TER pari a zero ha generato molto interesse sia da parte degli investitori istituzionali che da parte di quelli privati ed in un certo senso rappresenta una vera e proria rivoluzione soprattutto in considerazione del fatto che il db x-trackers Eurostoxx50 TRN Index è uno dei maggiori ETF in europa con un patrimonio gestito di quasi 2 miliardi di euro. La riduzione a zero del TER è semplicemente frutto dell’affinamento delle tecniche di replica dell’indice che ha portato l’ETF, in un arco temporale di due anni e mezzo, a sovraperformare l’Eurostoxx50 TRN Index di 0,70% l’anno, nonostante le commissioni di 15 bps. A partire da luglio 2009 le commissioni sono state azzerate e Deutsche Bank compartecipa con il cliente finale alle eventuali sovraperformance che potranno essere generate in futuro dall’ETF. Non c’è quindi un rovescio della medaglia perché l’investitore potrà accedere ad un prodotto che nella peggiore delle ipotesi replicherà prefettamente l’indice senza alcun costo.
Gli ETF sono sempre più presenti e conosciuti nei mercati finanziari, ma gli investimenti totali in questo mercato sono sempre minimali rispetto a quanto investito in altre tipologie di mercato. Quando ritiene che il mercato degli ETF raggiungerà una piena maturità non soltanto di conoscenza ma anche di masse investite? E’ un traguardo che vede relativamente vicino oppure la strada da percorrere è ancora lunga?
Io credo che la diffusione degli ETF tra gli investitori istituzionali sia già del tutto soddisfacente. Al contrario i retail che si rivolgono autonomamente a questa tipologia di prodotto sono ancora molto pochi. La motivazione principale risiede ovviamente nel fatto che gli ETF, essendo disponibili a tutti attraverso la quotazione in Borsa, non vengono presi in considerazione dalle reti distributive, ma non solo. Un utilizzo consapevole dello strumento richiede, a mio parere, una buona conoscenza dei principi dell’asset allocation; in pratica gli ETF rappresentano i mattoncini, ma l’investitore deve sapere come assemblarli per creare un portafoglio che rispecchi pienamente il suo profilo in termini di rischio/rendimento. Ecco perché sono convinto che un vero boom degli ETF potrà avvenire solo con un auspicabile sviluppo in Italia dei servizi di consulenza a parcella prestati sia dalle reti di promotori che dai consulenti indipendenti. Credo comunque che passeranno ancora alcuni anni prima che l’Italia e l’Europa possano beneficiare del medesimo trend del mercato statunitense in termini di diffusione degli ETF presso il pubblico retail.
Quali sono le tematiche che ritenete potrebbero essere di maggior successo nel 2010 e perchè?
Gli investitori sembrano sempre più orientati verso investimenti che si rivolgono alla categoria degli Emergenti. E questo vale sia per gli ETF azionari che per quegli obbligazionari. Come accennato in precedenza il db x-trackers Emerging Market Liquid Eurobond è uno degli degli ETF che ha avuto la maggior raccolta da inizio anno per quanto riguarda Deutsche Bank. Questo è dovuto non solo all’incredibile capacità di ripresa nel post crisi dimostrata da alcuni paesi come Brasile ed Indonesia, ma al fatto che i tassi di crescita sembrano poter continuare a lungo come conseguenza del basso grado di indebitamento combinato spesso ad un attivo delle partite correnti. Un altro tema interssante sarà sicuramente quello dei tassi d’interesse; a tal riguardo il db x-trackers Short iBoxx Eurozone potrà imporsi come valida alternativa ad un investimento liquido qualora le autorità monetarie, per tenere sotto controllo l’inflazione, intraprendano una politica monetaria meno accomodante di quella attuale.
Nella vostra strategia di sviluppo sul mercato degli ETF, prevedete in futuro di quotare nuovi ETF e, nel caso di risposta affermativa, questo avverrà nel 2010?
Siamo da poco partiti con diverse novità interessanti sulla Borsa di Francoforte che riguardano gli ETF e per la prima volta assoluta anche gli ETC. Novità che speriamo possano essere a breve portate anche sul mercato di Borsa Italiana. Per quanto riguarda gli ETF segnalo la quotazione del db x-trackers iBoxx € Liquid Corporate 100 TR Index, che a differenza dei prodotti già presenti sul mercato legati ad indici iBoxx investe in un paniere maggiormente diversificato composto da 100 obbligazioni corporate di elevato rating. Per quanto invece riguarda gli ETC abbiamo emesso i primi 4 strumenti legati rispettivamente ad indici Long e Short Petrolio, Short Oro e Long metalli industriali. In tutti i casi si tratta di prodotti che offrono per la prima volta nel mercato europeo degli ETC sia una copertura dal rischio cambio Euro/Dollaro sia una maggiore protezione in termini di rischio di credito della controparte swap in quanto utilizzano sempre l’oro fisico come collaterale.
Infine una vera e propria novità è rappresentata dal lancio del primo ETF al mondo in fomato UCITS che investe in un indice composto da A-shares Cinesi, il CSI300. Purtroppo Singapore rimarrà l’unica piazza di quotazione di questo strumento per cui l’accesso per i retail rimarrà alquanto difficoltoso. Gli investitori istituzionali invece potranno acquistare l’ETF rivolgendosi direttamente all’execution desk di Deutsche Bank.
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