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Intervista a Emanuele Bellingeri, Managing Director e Responsabile di iShares per l’Italia

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Gli ETF nascono per gli investitori istituzionali, ma sopratutto in Italia, hanno trovato una preziosa sponda negli investitori retail più attenti. Gli Independent Financial Advisors (IFA) in linea teorica….


 

Contributo di Emanuele Bellingeri, Managing Director e Responsabile di iShares per l’Italia 

05 Luglio 2011  ETFWorld – Riproduzione Vietata in ogni forma anche parziale


  potrebbero permettere agli ETF il salto definitivo verso un utilizzo generalizzato di questi prodotti. iShares come si muove verso queste tre diverse tipologie di utilizzatori e quale ritiene sia il canale che nel lungo termine potrà fare la differenza?

Effettivamente gli ETF vengono utilizzati principalmente da investitori istituzionali,  ma un numero sempre crescente di investitori privati sta dimostrando un interesse, come si evince dai dati sui volumi e sul numero di contratti scambiati su Borsa Italiana. Sul fronte della distribuzione il cambiamento a livello di modello adottato sta iniziando a portare benefici alla diffusione degli ETF. Infatti, grazie all’implementazione di un modello basato sulla consulenza, e in particolare sulla parcella, questi strumenti vengono inseriti all’interno dei portafogli consigliati. Già oggi i consulenti indipendenti, che non ricevono retrocessioni dall’utilizzo di altri prodotti, fanno largo uso di ETF e li trovano molto efficienti per la costruzione del portafoglio. Se consideriamo i gestori professionali, quali di fondi di fondi e gestioni patrimoniali, notiamo esattamente lo stesso orientamento: gli ETF vengono affiancati a fondi e titoli. Viene da se che nel caso queste barriere venissero rimosse  anche la distribuzione tradizionale inizierebbe a consigliare ETF a fianco di altri strumenti. Questo trend è già in atto.

Nell’ultimo periodo ci sono stati forti dibattiti sulla presunta pericolosità degli ETF, e si è accennato anche ad un possibile rischio di bolla per prodotti che hanno fatto della semplicità il loro punto di forza e che ultimamente sono creati utilizzando prodotti non sempre facili da comprendere. Cosa ci può dire a proposito e qual’è la posizione iShares in merito a questo argomento?  

Gli ETF rappresentano una delle più utili innovazioni nel settore finanziario per investitori istituzionali e retail degli ultimi 20 anni. Come iShares supportiamo decisamente gli sforzi delle Autorità di Vigilanza per aumentare la comprensione degli ETF e, più n generale, di altri prodotti ETP (Exchange Traded Products). Gli ETF, infatti, sono nati come prodotti molto semplici, trasparenti e comprensibili ma, progressivamente, hanno assunto un grado di sofisticazione sempre crescente. Riteniamo però sia utile e necessario fornire agli investitori un supporto reale a livello di educazione finanziaria alla luce dei rapidi sviluppi del mercato. Per quanto riguarda un possibile rischio bolla dobbiamo considerare prima di tutto che se parliamo di bolla finanziaria dobbiamo al limite far riferimento ai sottostanti e non allo strumento “contenitore”. Detto ciò, gli asset globali degli ETF rappresentano meno del 10% degli 11 trilioni di dollari investiti in fondi comuni e una percentuale ancora inferiore della capitalizzazione totale dei sottostanti. Parlare quindi di bolla causata dagli ETF risulta improprio.

Gli ETF sono conosciuti sopratutto per la loro capacità di replicare indici azionari, ma esiste una gamma molto ampia di ETF obbligazionari. Nell’ambito finanziario gli strumenti obbligazionari coprono una parte fondamentale nell’allocazione di un portafoglio armonioso. Questo è valido anche per gli ETF e sopratutto è possibile trovare in questi strumenti una varietà tale da soddisfare le esigenze di un investitore?

Gli ETF sul segmento fixed income sono ormai percepiti come ottime soluzioni per un’efficiente costruzione del portafoglio soprattutto da parte degli investitori istituzionali. E’ interessante notare come oltre ai tradizionali strumenti su obbligazioni governative, inflation linked o corporate, si stiano affiancando ulteriori asset class quali emerging markets e high yield, solo per fare degli esempi recenti. Se consideriamo la gamma dei nostri ETF, infatti, possiamo notare come questi prodotti abbiano raggiunto masse in gestione considerevoli. Sui Paesi Emergenti iShares ha lanciato a metà giugno sul mercato di Londra l’iShares Barclays Capital Emerging Market Local Govt che offre un’esposizione in valuta locale ai titoli (fisici) obbligazionari di otto Paesi dell’area emergente. L’indice include solo le obbligazioni con una scadenza compresa tra 2 e 30 anni e un flottante non inferiore ai 750 milioni di dollari per l’America Latina, a 750 milioni di euro per l’EMEA e a 87,5 miliardi di yen per i titoli dell’area Asia-Pacifico. Il numero di partecipazioni è 71 di cui, come per tutti i nostri ETF,  è possibile visualizzare l’elenco completo dei titoli in portafoglio con relativo peso su base giornaliera.

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