Da marzo 2011 la vostra offerta di ETF è raddoppiata con l’arrivo sul mercato di 12 nuovi ETF, portando il numero dei vostri prodotti ad un totale di 22. Tra questi si trovano i primi ETF europei a Leva Long e Short con reset mensile.….
Contributo di Cristiana Cau (RBS, Product Management & Sales ETF)
18 Aprile 2011 ETFWorld – Riproduzione Vietata in ogni forma anche parziale
…Cosa ci può dire di questa innovazione, quali sono i vantaggi e perchè un’investitore dovrebbe preferire il reset mensile invece di quello giornaliero?
RBS ha lanciato dieci ETF a leva con reset mensile in risposta ad esigenze ben precise degli investitori che se da un lato apprezzano il concetto dell’investimento a leva, dall’altro non condividono l’effetto “compounding” degli ETF a leva con reset giornaliero. L’effetto della combinazione dei rendimenti, infatti, può produrre risultati imprevisti che possono vanificare le attese sugli investimenti. La nostra ricerca è stata condotta nei nostri mercati chiave per gli ETF (Italia, Gran Bretagna, Germania e Svizzera) e sappiamo che l’interesse per tale categoria di prodotto non si limita all’Italia.
Due vostri ETF permettono di investire sul mercato americano e giapponese, proteggendosi dal rischio cambio. Questo è sicuramente un grosso vantaggio per l’investitore ma a fronte di quale costo? Ci può spiegare quali sono i pro ed i contro di questa soluzione e cosa vi ha spinto a proporla al mercato?
Gli ETF con copertura del rischio cambio su S&P 500 e TOPIX offrono un vantaggio indubbio agli investitori dell’area Euro, ovvero fornire l’esposizione a un determinato investimento, limitando al contempo l’esposizione al tasso di cambio tra la divisa originaria dell’investimento e l’Euro. Spesso gli investitori europei, inclusi i grandi istituzionali, si trovano a dover gestire direttamente una copertura del tasso di cambio per mitigare gli effetti delle fluttuazioni delle diverse divise. Una soluzione frequente è l’utilizzo di contratti a termine (forward) che fissano il tasso di cambio per un certa data futura; ma queste operazioni comportano dei costi operativi e di gestione che ricadono direttamente sul gestore, basti pensare alla scelta del contratto forward o alla gestione del rollover tra due contratti successivi.
In questo contesto ben si inseriscono gli ETF coperti dal rischio cambio che forniscono una copertura sul tasso di cambio gestito a livello dell’indice sottostante e non dal fondo.
Poichè la performance è passata all’ETF in modo sintetico, ovvero tramite un contratto swap, la copertura non è dipendente dalla dimensione dagli asset da coprire, nè dall’eventuale loro variazione. I costi della copertura sono inclusi nei costi dell’ETF e rappresentano un costo fisso, noto e non variabile in funzione delle operazioni di copertura (il TER). Quindi, questa tipologia di ETF fornisce una copertura valutaria per l’investitore indipendentemente dalla dimensione del nozionale da coprire e ad un costo fisso e noto a priori.
Poichè la copertura valutaria è gestita all’interno dell’indice secondo regole definite e pubbliche, è impossibile apportare degli aggiustamenti alla copertura. Ciò implica che durante la durata del contratto forward ad un mese la copertura potrebbe non essere perfetta per via dei movimenti di mercato.
Un occhio di riguardo da parte di RBS è stato riservato al mercato italiano, con la quotazione del Leveraged FTSE MIB Monthly Index ETF e del Short FTSE MIB Monthly Index ETF. E’ ormai noto che nel mercato degli ETF gli strumenti che replicano l’indice del mercato nazionale normalmente risultano i più usati da parte degli investitori. Questa è la motivazione che vi ha spinto a creare questi prodotti o esistono anche altre motivazioni?
Il mercato italiano è senza dubbio un mercato di primaria importanza in Europa e non fa eccezione per RBS. Inoltre, gli investitori italiani si sono dimostrati particolarmente attivi nell’utilizzo degli ETF a leva e certamente il mercato domestico rappresentato dall’indice FTSE MIB è di primaria importanza per gli italiani. Tuttavia, l’economia italiana è attentamente seguita anche nel resto d’Europa e l’indice che rappresenta il nostro mercato riceve discrete attenzioni anche all’estero. Infatti, gli ETF a leva mensile sull’indice FTSE MIB sono stati quotati anche in Germania ed in Svizzera. A conferma di un attenzione a livello europeo del mercato italiano, non escludiamo di quotare anche in altri mercati comunitari gli stessi ETF.
Il mercato degli ETF con la sua forte crescita vive di momenti nei quali si tende a discutere sulla tipologia di replica degli indici, sull’effettivo costo di questi strumenti, ed ogni emittente cerca di evidenziare le proprie peculiarità. RBS come si colloca sul mercato, quali sono le sue caratteristiche peculiari e quale obiettivo si pone nel mercato degli ETF?
Il mercato degli ETF è in forte espansione sia per volumi, sia per ampiezza dell’offerta. In questo contesto, RBS vuole offrire un prodotto competitivo sia sul lato della riduzione del tracking error (e abbiamo scelto la replica swap based), sia lato costi (ad esempio il nostro nuovo ETF con copertura rischio cambio sull’indice S&P 500 presenta un TER pari a solo 0,30%), sia dal punto di vista della comunicazione semplice e trasparente con gli investitori.
Il mercato italiano degli ETF è uno dei maggiori a livello continentale, pur mantenendo delle forti caratteristiche che lo distinguono dalle altre piazze europee. Su quali ETF pensate di puntare la vostra attenzione e quali sono le vostre prevedibili mosse future?
RBS ha un approccio aziendale caratterizzato dall’innovazione e dalla costante ricerca. Naturalmente, anche quando pensiamo a nuovi ETF da emettere, manteniamo questo stesso approccio. In un mercato, come quello italiano, dominato per circa il 70% da soli 3 emittenti, RBS Market Access deve per forza distinguersi per indici e strutture, portando così reale valore aggiunto. Lo abbiamo fatto in passato con gli ETF sull’indice di materie prime RICI, ora con i leva mensile e i cambio coperti e continueremo sulla stessa strada in futuro, valorizzando le esperienza accumulate nel campo dei prodotti per investitori privati (Certificati e obbligazioni).
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