Alcuni osservatori per decenni hanno segnalato il crescente deficit che caratterizzava il mercato dell’argento, deficit colmato grazie all’utilizzo delle scorte strategiche Usa. Quando tali scorte sono evaporate il deficit è stato….
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coperto grazie all’estrazione di altri metalli.
Quindi, grazie all’incremento della produzione di piombo, rame e nickel anche la quantità di argen-to è cresciuta.
Ma non abbastanza da colmare il deficit in quanto, contemporaneamente, è iniziata l’opera di tesaurizzazione e di acquisto di quote di Etf. Chikako Mogi su Reuters ha riportato le stime per il 2011 di Paul Walker di Gfms.
Walker prevede una domanda per 885 milioni di once (+18%) e un’offerta che crescerà del 13%; il mercato rimarrà in surplus, anche se lievemente ridotto. Walker stima un forte incremento delle vendite di copertura (hedging) fatte dalle miniere argentifere, e crede che quota 35 dollari per oncia rappresenti un livello interessante per tale copertura.
Pensa che le quotazioni potrebbe salire fino a 40 dollari per oncia, ma poi forse si avrebbero realizzi. Walker non è perciò sfacciatamente ottimista. E nonostante le quotazioni siano ancora lontane dal record segnato nel 1980 (i 50 dollari per oncia di allora significano 125 dollari) reputa difficile un ulteriore allungo.
Gli analisti rimangono incerti e non si sbilanciano. Quando parte un rialzo così forte facilitato da molti ribassisti che devono correre a ricoprirsi, è impossibile prevedere cosa potrebbe accadere. Quando l’ultimo dei ribassisti si sarà coperto sarà inevitabile una decisa diminuzione dei prezzi.
Quando accadrà è impossibile saperlo. È più facile indovinare lanciando la moneta in aria.
Autore: Guido Bellosta
Fonte: Borsa e Finanza del 19 marzo 2011









