CARBONE

In Asia il carbone fa boom


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Clavarino (Assocarboni): «La Cina è diventata un importatore netto della commodity e si prevede che la domanda indonesiana possa raddoppiare» ….

II motore dell’economia cinese continua a correre. E ad alimentarlo è soprattutto il carbone. «Nel 2009 – sostiene Andrea Clavarino, presidente di Assocarboni – l’import è aumentato del 210% a 226 milioni di tonnellate, una richiesta che ha trasformato il Paese asiatico, big one mondiale sul lato della domanda, da esportatore a importatore netto».

E in base alle ultime previsioni della China National Goal Association, quest’anno il consumo nazionale è atteso in ulteriore crescita del 4-6% per un totale di circa 3,4 miliardi di tonnellate. Sempre in Asia, si stima che entro i prossimi due anni l’import indonesiano possa più che raddoppiare a 110 milioni di tonnellate.

«Tuttavia – afferma Clavarino – nonostante le forti pressioni sul lato della domanda le quotazioni del carbone restano inferiori ai livelli pre-crisi (80 dollari per tonnellata contro 150, ndr) ed economicamente vantaggiose rispetto ad altri combustibili». Negli Usa e in Europa la domanda nel 2009 ha invece segnato cali nell’ordine del 45% e del 40%.

«In Italia – puntualizza Clavarino – siamo a -15%, valore che ci conferma fanalino di coda nell’uso di questa commodity, nonostante le nostre centrali possano vantare le più avanzate tecnologie in termini di efficienza e di impatto ambientale». Interessanti sviluppi nel nostro Paese – fanno notare da Assocarboni – potrebbero comunque arrivare dal pel coke, residuo solido prodotto della raffinazione del petrolio, specie dopo l’approvazione della normativa che ne permette l’utilizzo, come già da tempo accadeva altrove, negli impianti industriali come ad esempio le cementerie.

Nel frattempo, a livello mondiale, sul lato dell’offerta le big del settore si attrezzano per il potenziale incremento della richiesta Xstrata, compagnia mineraria svizzera leader nella produzione di carbone per centrali elettriche, ha infatti aumentato l’output su base annua de! 13% al record di 95,2 milioni di tonnellate e ha varato un programma di investimenti da 5,3 miliardi di dollari in Australia.

Oltre che sul coal future trattato all’Ice di Londra e al Nymex di New York e sui singoli titoli del settore, per sfruttare questo scenario (e con costi e difficoltà ridotti) a Piazza Affari è possibile puntare su un Etc emesso da Etf Securities, l’Etfx Daxglobal Coal Mining capace, negli ultimi 12 mesi, di una performance superiore al 110%. Le commissioni totali annue sono pari allo 0,65% e il codice Isin è IEOOB3CNHF18.

Autore: Gianluigi Raimondi

Fonte: Borsa e Finanza del 7 febbraio 2010


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