Le condizioni meteo Usa, il possibile stop all’export dall’Argentina e la fiacchezza del dollaro hanno fatto balzare i future sui bovini e quelli sulle carni suine….
Randy Strauss, sul sito Usagold.com è stato chiarissimo. «Le Bance centrali continueranno a preferire le riserve aureee rispetto a quelle costituite da carta emessa da altri Stati. Prima o poi comprenderanno che le svalutazioni tra monete provocheranno la riscoperta del metallo giallo».
La guerra delle svalutazioni è già partita, n Vietnam, che aveva già svalutato in novembre di oltre il 5%, ha effettuato il 10 febbraio un’naloga operazione, questa volta svalutando il dong di oltre il 3 per cento%. Nel frattempo la Gran Bretagna aveva visto scendere per buona parte del 2009 il valore della sterlina contro euro.
Ed ora, nonostante le critiche che molti levano per la debolezza dell’euro, i responsabili monetali europei non trovano così importante che la moneta unica perda valore: una discesa del 10% contro dollaro significa un respiro per le imprese esportatila.
Questa gara alla svalutazione sembra perciò intensificarsi. Tutti i governi vedono con estremo favore – anche se talora non lo dichiarano – un indebolimento della propria valuta.
Pochi giorni la Svizzera è intervenuta sui mercati per calmierare il franco. Queste continue svalutazioni competitive hanno un solo investimento vincente: l’oro, n metallo giallo ha toccato nuovi record storici nei confronti di euro e franco svizzero.
Nonostante la discesa rispetto al dollaro statunitense dai massimi di 1.220 dollari per oncia il rafforzamento del biglietto verde ha permesso di segnare nuovi massimi in euro per il metallo giallo, n futuro sembra perciò chiaro.
Le svalutazioni aiutano l’oro.
Anche se taluni analisti, compreso un Premio Nobel, non sono d’accordo.
Autore: Guido Bellosta
Fonte: Borsa e Finanza del 20 febbraio 2010









