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Il gestito vola su oro e oil


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Fonte: Borsa e Finanza

28 Settembre 2009

Autore: Gabriele Petrucciani

Gli esperti scommettono sul futuro del settore energia. Cattapan (Consultique): «L’ideale è diversificare tra azioni e materie prime. E un certificato Quanto per coprirsi dal cambio»….

A caccia di occasioni. Supportati dal mini rally delle Borse e dai segnali di ripresa provenienti dal fronte macro Usa, gli investitori, istituzionali e non, stanno rivedendo la composizione del portafoglio. L’obiettivo? Ridurre il grado di avversione al rischio e catturare le diverse opportunità che si sono create sul mercato. E, a detta degli esperti, in questa revisione dell’asset allocation non si può non prendere in considerazione due «star» come oro e petrolio. In Italia ci sono diversi prodotti del gestito specializzati su energia e materie prime, con rendimenti da inizio anno a doppia cifra e superiori a quelli dei principali indi-ci di Borsa. Basti pensare al fondo Invest World Gold di Lombard Odier, in attivo del 43%, o al Global Energy di Schroder, in gain del 55,40 per cento. Nello stesso intervallo temporale, invece, il Dj Euro-stoxx 50 è salito del 16,29%, mentre l’Msci World, ha guadagnato in euro il 21,32 per cento.

A TUTTA ENERGIA. In particolare, gli esperti guardano con molta attenzione al settore energia e sono confident su un possibile e ulteriore incremento del prezzo del petrolio. «Siamo convinti che ai livelli attuali ci sarà ancora attività di ricerca ed esplorazione – commenta Renato Guerriero, responsabile Italia di Dexia Asset Management -. E, sicuramente, non appena l’economia ripartirà, la domanda di petrolio, e di conseguenza l’aumento delle quotazioni, ricompenserà gli investitori pazienti”. Un pensiero condiviso anche da Sergio Trezzi, responsabile Sud Europa di Invesco: «il settore energetico in genera-le, e più in particolare il petrolio, è sostenuto da un concetto di ripresa dei mercati e dei consumi nei Pa-esi sviluppati e soprattutto dal fatto che questi consumi non sono mai diminuiti drasticamente in paesi come Cina e India. Per quanto riguarda il nostro fondo Global Energy, l’elemento più importante che ci ha permesso di performare bene in questi ultimi mesi è stata la scommessa sulle aziende attive nell’esplorazione, con una, sovraesposizione di circa il 20% in più rispetto al benchmark. Sono convinto che il settore continuerà a fare bene. Ma bisogna fare attenzione al dollaro. È per questo che consiglio di puntare sui comparti “euro hedge”, che neutralizzano il cambio».

IDEE DI PORTAFOGLIO. Per quanto riguarda l’allocazione di portafoglio, Andrea Cattapan dell’ufficio studi di Consultique consiglia di diversificare l’investimento tra materie prime nella loro fisicità e aziende che operano nei settori dell’energia e delle commodity (vedere grafici in alto): «Una scelta derivante dalla necessi-tà di costruire un portafoglio più articola-to che non sia dipendente dalle dinamiche delle commodity». Due i prodotti indicati da Cattapan per prendere esposizione sull’oro: l’Etfs Phisical Gold, che investendo direttamente nel lingotto mette al riparo il risparmiatore in caso di fallimento dell’emittente, e l’Etfx Russel Global Gold Mining Fund, che permette di prendere esposizione sulle società aurifere a costi di gestione inferiori rispetto ai fondi comuni. «Con riferimento al greggio, invece – contìnua l’analista di Consultique – consiglio il World Energy Hedged di BlackRock: un fondo ben diversificato a livello mondiale che investe nelle società attive nella estrazione e raffinazione di petrolio e suoi derivati. Inoltre, per puntare sull’oro nero nella sua fisicità, l’unica strada è quella del mini future sull’oi/. Una scelta quasi obbligata vista l’inefficienza di strumenti come gli Etc e l’impossibilità di utilizzare fondi comuni e sicav». Un portafoglio così costruito è ovviamente soggetto al rischio di cambio. «Ma è possibile ovviare a questo problema con un certificato Quanto sull’oro emesso da Rbs (Isin NL0006253759, ndr) -conclude Cattapan – che immunizza gli effetti delle variazioni del cambio euro-dollaro. Sul petrolio, invece, non ci risultano strumenti che coprano il cambiò, quindi l’unica soluzione è destinare una piccola parte del portafoglio all’investimento in un future sull’euro-dollaro

Fonte: Borsa e Finanza del 26 settembre 2009

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