Le quotazioni del greggio Wti avanzano, anche se lentamente. L’attuale eccesso
di offerta consiglia tuttavia di adottare un atteggiamento di massima prudenza….
Avanti piano, ma avanti. Questa la direzione intrapresa dal future sul petrolio Wti dal minimo di 33 dollari per barile segnato a gennaio dello scorso anno. Certo, il top storico toccato a luglio del 2008 a quota 147 dista ancora circa il 73% rispetto al livello attuale di 85 dollari.
Tuttavia, negli ultimi 12 mesi i corsi sono saliti di quasi il 75% e «dal secondo semestre 2009 – afferma David Moore, commodity strategist di Commonwealth Bank of Australia – sono graficamente inseriti in un canale rialzista che ha buone chance tecniche per proseguire e, in ottica di medio termine, favorire il ritorno dei prezzi a ridosso della soglia psicologica dei 100 dollari per barile».
Di parere analogo Michele Romano, analista di Abaxbank, che indica per il Wti un prossimo picco a quota 95. Attenzione però: la situazione dei fonda-metali di domanda e offerta non è così ro-sea come quella tecnica In settimana, infatti, le scorte di greggio statunitensi sono aumentate di 1,976 milioni di barili (mentre gli analisti si attendevano un rialzo limitato a 1,3 milioni) per un totale di 356,165 milioni.
Un livello che gli stock americani non toccavano da dieci mesi e maggiore di quasi il 7% rispetto alla media degli ultimi cinque anni. «Questo scenario – avverte Gerrit Zambo, trader di Bayerische Lande-sbank – rispecchia un sempre maggiore eccesso di offerta e una potenziale bolla dei prezzi attuali, specie tenendo conto anche recente rafforzamento del dollaro e delle le revisioni al ribasso fatte dall’Agenzia Internazionale dell’energia (Eia) in merito alla richiesta mondiale di petrolio attesa nel 2010».
In particolare, nel ultimo report l’Eia ha calcolato un tasso di crescita della domanda di appena lOmila barili al giorno con consumi globali di petrolio limitati a 85,5 milioni di barili. Revisioni che hanno avuto scarso impatto sui prezzi del’oil perché l’istituto è nell’occhio del ciclone a causa di una contestata metodolo già nella rilevazione delle scorte e per 1 continue revisioni che ne stanno minand la credibilità Ma c’è poi dell’altro. L’indice Baltic Dirtj Tanker, paniere che misura il costo dei no li delle petroliere sulle principali 12 rott marittime mondiali, è crollato di oltre 16% da metà marzo. Un ulteriore element che evidenzia l’attuale eccedenza di offerta sul mercato.
Nel frattempo, comunque, a Piazza Affari, solamente tra fine marzo e inizio aprile gli Etc strutturati sul petrolio hanno registrato un turnover complessivo di 14,4 milioni di euro. Nel dettaglio si tratta di cinque prodotti, tutti emessi da Etf Securities, che consentono di sfruttare i movimenti del greggio, sia Wti che Brent. Anche al ribasso (Etc short) e al rialzo con effetto leva (Etc leveraged) o legato all’andamento del contratto con scadenza successiva quella più vicina (Etc 2 month).
Autore: Gianluigi Raimondi
Fonte: Borsa e Finanza del 10 aprile 2010









