HANetf annuncia che il Future of European Defence UCITS ETF (ticker: ARMI) ha raggiunto quota 54.38 milioni di dollari di asset in gestione (AUM) in meno di 6 settimane di contrattazione sulle principali Borse europee.
Hector McNeil, Co-Founder e Co-CEO di HANetf
L’ETF, lanciato agli inizi di aprile su London Stock Exchange, Deutsche Börse Xetra e Borsa Italiana, mira a fornire un’esposizione alle società attive in difesa e cybersicurezza domiciliate presso gli alleati NATO e NATO+, con esclusione degli Stati Uniti, al fine di cogliere il potenziale di crescita del comparto europeo a seguito delle diverse iniziative di riarmo del Vecchio Continente.
Infatti, dopo un decennio in cui gli investimenti nel settore sono rimasti sotto la soglia del 2%, con l’Europa che ha speso collettivamente meno di 850 miliardi di euro, la situazione odierna si presenta ben diversa a causa delle crescenti tensioni geopolitiche e della messa in discussione del sostegno militare statunitense. I Paesi europei membri della NATO stanno rivedendo così le proprie strategie di difesa e aumentando drasticamente la spesa militare per ricostruire e modernizzare le proprie forze armate, e i governi stanno indirizzando questi rinnovati investimenti verso le aziende europee del comparto, rafforzando l’autosufficienza strategica del continente.
L’ETF ARMI ha recentemente effettuato il primo ribilanciamento dalla quotazione, con l’aggiunta all’indice sottostante di quattro nuovi player. Tra essi figura DroneShield, società australiana specializzata in soluzioni avanzate per la protezione contro sistemi aerei senza pilota, che ad oggi ha registrato un rendimento superiore all’80% dall’inizio dell’anno (YTD). L’azienda ha avuto un ottimo avvio nel 2025, anche grazie a un ordine da parte del dipartimento governativo militare dell’area Asia-Pacifico per oltre 32 milioni di dollari di counter-drone systems (tecnologie progettate per rilevare, identificare e neutralizzare droni non autorizzati).
Un’altra aggiunta è stata Exail Technologies, gruppo industriale francese specializzato in tecnologie avanzate nei settori della robotica, della navigazione, dell’aerospaziale e della fotonica, che ha registrato un rialzo di oltre il 160% da inizio anno. Exail ha recentemente annunciato che i ricavi sono aumentati del 18% nel primo trimestre del 2025, con ordini per un totale di 487 milioni di euro. Grazie all’aumento della spesa per la difesa da parte dei governi europei, gli ordini acquisiti da Exail nel primo trimestre sono cresciuti di oltre il 500%.
Alle quattro aggiunte si unisce una rimozione, quella della società Canadese Kraken Robotics Inc, specializzata in tecnologia marina per la difesa.
Hector McNeil, Co-Founder e Co-CEO di HANetf, ha dichiarato: “È fantastico vedere che l’ETF ARMI continua a crescere, superando in così poco tempo il traguardo dei 50 milioni di dollari di masse in gestione. Il tema del riarmo dell’Europa è innanzitutto una questione di sicurezza, ma anche di autonomia dal sostegno degli Stati Uniti e riteniamo che un ETF sulla difesa europea offra agli investitori un modo unico di accedere a questo tema. L’esposizione alle società domiciliate negli Stati membri della NATO e degli alleati NATO+ può allinearsi ai valori degli investitori che ancora nutrono timori nei confronti degli investimenti nel ramo della difesa e della cybersicurezza, ma che non possono ignorare l’attuale clima politico e cercano quindi un approccio più ponderato. La NATO è, per sua natura, un’alleanza difensiva e la deterrenza e la difesa sono uno dei suoi compiti principali. Concentrarsi sulle aziende che operano nei Paesi alleati della NATO limita la possibilità che i componenti dello ETF siano aziende che operano in Paesi che un giorno potrebbero essere avversari dell’alleanza”.
Se vuoi saperne di più : ETF cosa sono e come funzionano
Fonte: ETFWorld.it








