Il mercato si muove in modo erratico, seguendo con attenzione quello che sta succedendo in Ucraina. In questi frangenti normalmente si guarda con particolare attenzione agli strumenti obbligazionari. Tra la gamma di Vostri ETF obbligazionari, ce ne sono tre in particolare su cui vorremmo focalizzarci.
Giancarlo Sandrin, Country Head Italia e Spagna di Legal & General Investment Management (LGIM)
05 Aprile 2022 ETFWorld – Riproduzione Vietata in ogni forma anche parziale
ETF World: Ci può spiegare in dettaglio le caratteristiche di questi ETF e perché dovrebbero essere presi in considerazione dagli investitori?
– L&G India INR Government Bond UCITS ETF
– L&G ESG China CNY Bond UCITS ETF
– L&G ESG Green Bond UCITS ETF
Giancarlo Sandrin: In questo momento, le questioni su cui il mondo è maggiormente concentrato sono fondamentalmente due: inflazione/aumento dei tassi di interesse e sviluppo di una vera green economy.
Nella prima area stiamo assistendo a una crescente domanda di prodotti in grado di offrire rendimenti più elevati rispetto ai mercati sviluppati. Tra questi si includono anche i titoli sovrani dei mercati emergenti, che possono offrire buone opzioni di diversificazione, poiché le economie che ne fanno parte sono caratterizzate da tassi di interesse e livelli di inflazione diversi.
Già da tempo i titoli di stato e le policy bank cinesi sono presenti nei maggiori indici; allo stesso tempo, riteniamo ragionevole aspettarsi che la Cina possa diventare una parte sempre più ampia degli indici in cui risiedono le sue obbligazioni. A nostro avviso, è probabile che in futuro anche le obbligazioni societarie cinesi vadano a formare degli indici, il che potrebbe fornire un ulteriore impulso al peso del Paese.
L’ETF L&G ESG China CNY Bond UCITS ETF mira a replicare la performance dell’indice J.P. Morgan China Custom Liquid ESG Capped Index e punta a fornire esposizione al mercato dei bond e bancari in Cina. L’ETF è concepito per gli investitori che cercano una combinazione di crescita e redditività da un investimento in nei titoli appena citati a tasso fisso e in valuta locale, che possa creare anche una nuova voce nel loro portafoglio. Dal punto di vista dell’asset class, le obbligazioni sovrane cinesi possono offrire il potenziale per aumentare il rendimento del portafoglio rispetto alle controparti dei mercati sviluppati, offrendo anche livelli di volatilità e drawdown più simili a quelli riscontrati nei DM, rispetto a quelli degli altri emergenti.
Per quanto riguarda l’India, i titoli di stato indiani attualmente non compaiono in nessuno dei maggiori indici sui titoli di stato. Ciò è in gran parte dovuto al fatto che ci sono sempre state difficoltà operative nell’accesso agli IGB in valuta locale; infatti, la quota detenuta all’estero a fine 2021 era inferiore al 2%. Si tratta di una netta differenza rispetto al 10% in Cina, al 26% in Indonesia e al 47% in Messico[1], soprattutto se consideriamo la natura dell’asset class.
L’ETF L&G India INR Government Bond UCITS ETF offre un’esposizione specifica ai titoli di stato indiani Fully Accessible Route (FAR) e riteniamo che sia uno strumento conveniente e trasparente per quegli investitori che mirano a costruire una posizione nel mercato in espansione dei bond governativi in valuta locale del paese. Questo strumento offre esposizione a un mercato investment grade con un rendimento significativamente più elevato rispetto ai titoli di stato dei mercati sviluppati e un profilo rischio/rendimento storicamente interessante. Offre inoltre potenziali vantaggi di diversificazione rispetto ad altri mercati a reddito fisso, data la correlazione storicamente bassa tra le obbligazioni indiane e altri titoli di debito. Questo ETF mira a replicare la performance dell’indice J.P. Morgan India Government Fully Accessible Route (FAR) Bonds.
Per quanto riguarda i green bond, abbiamo lanciato l’ETF L&G ESG Green Bond UCITS ETF al fine di fornire esposizione ai green bond così come sono classificati dalla Climate Bonds Initiative, sia nei DM che negli EM. I green bond sono emessi con l’obiettivo di finanziare progetti che hanno esiti ambientali positivi e/o benefici per il clima, mentre Climate Bonds Initiative è un’organizzazione internazionale senza fini di lucro fondata nel 2009 con l’obiettivo di promuovere investimenti in progetti e risorse necessarie per la transizione verso un’economia a basse emissioni di carbonio e resiliente ai cambiamenti climatici. L’ETF mira a replicare la performance dell’indice J.P. Morgan ESG Green Bond Focus.
ETF World: Come si sta evolvendo l’indicizzazione nel segmento fixed income? Quali tipologie di benchmark sono più ricercate dagli investitori?
Giancarlo Sandrin: Penso che gli investitori abbiano fondamentalmente due esigenze. Da un lato, la possibilità di investire in nuove parti delle curve del fixed income che vanno oltre gli indici classici, poiché continua la tendenza del settore ad allontanarsi dai tradizionali indici ponderati per la capitalizzazione di mercato e questo porta i clienti ad aspettarsi sempre di più dagli indici tradizionali. Ciò è dovuto alle tecniche di valore aggiunto che stanno diventando sempre più importanti, così come l’integrazione ESG e la personalizzazione degli indici su misura. Dall’altra c’è un’esigenza di ottimizzare l’esposizione da un punto di vista di costi di replica (ottimizzazione efficiente dell’indice) e di liquidità dei sottostanti e dell’ETF stesso.
Anche la sostenibilità sta riscuotendo un forte interesse e quello che notiamo è una proliferazione di benchmark differenti che vanno a coprire ambiti diversi. Si va da quelli legati alle esclusioni ESG, dove i peggiori emittenti (dal punto vista di scoring) vengono eliminati, a quelli legati al clima, in particolare low carbon e in linea con gli Accordi di Parigi, dove la costruzione si basa sul sovrappesare (o escludere) le società in base alle loro emissioni attuali e prospettiche, tenendo anche conto di quelle che sono le medie settoriali.
ETF World: Pensate di ampliare la vostra gamma di ETF obbligazionari e con quali prodotti?
Giancarlo Sandrin: Al momento non abbiamo in programma di espandere la nostra gamma di ETF a reddito fisso, ma questo potrebbe cambiare in futuro. In ogni caso, il comune denominatore sui prodotti che potremmo lanciare sarà la sostenibilità, che riteniamo essere oramai diventata una caratteristica fondamentale. L’unico ambito nel quale ancora ci sono aree meno coperte è quello governativo, nelle quali considerazioni di sostenibilità spesso si intrecciano con problematiche geo politiche.
ETF World: Per il momento vedete gli investitori sempre attivi o notate una pausa di riflessione?
Giancarlo Sandrin: Quest’anno, guardando ai numeri dell’intero settore, la componente fixed income è rimasta sicuramente indietro rispetto al passato. Abbiamo visto le commodity superare (come flussi netti) la componente obbligazionaria in alcuni periodi e questo non ci stupisce. L’attuale contesto di rialzo dei tassi pone gli investitori in una situazione difficile, dove un sovrappeso obbligazionario diventa poco gestibile. Ciò nonostante, nelle ultime settimane abbiamo visto un ritorno d’interesse sulla componente bond, inclusi gli emerging market, nonostante l’asset class sia stata sotto pressione nell’ultimo periodo.
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