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Invesco PowerShares ha deciso, a partire dal 5 gennaio 2011, di inserire all’interno della gamma la possibilità di replica sintetica, ovvero di utilizzare strumenti derivati per replicare anche gli indici che non possono essere replicati tramite la tradizionale metodologia cash-based.
Di conseguenza, Invesco PowerShares ha deciso di convertire due degli attuali ETF passando dalla metodologia di replica fisica a quella sintetica, in particolare per quei prodotti legati ai mercati emergenti:
• PowerShares Middle East North Africa NADSAQ OMX Fund
• PowerShares FTSE RAFI Emerging Markets Fund
Ad oggi l’obiettivo di questi due ETF viene raggiunto attraverso la replica del relativo indice di riferimento, ottenuta con l’acquisizione dei titoli che lo costituiscono; il Gestore ricorre nello specifico a tecniche di campionamento o ad una particolare replica delle ponderazioni dell’indice come definite dal rispettivo benchmark.
A partire dal 5 gennaio 2011, questi due ETF potranno ricorrere all’utilizzo di strumenti finanziari derivati, replicando il rendimento complessivo dell’indice di riferimento con il semplice ricorso ai derivati, nello specifico contratti swap over-the-counter, senza dover acquistare direttamente i titoli.
L’utilizzo di strumenti derivati permetterà di ridurre le spese dei comparti e migliorare al contempo le performance ottenute con il tracking dell’indice. Inoltre, dato che gli strumenti derivati garantiscono il rendimento complessivo del relativo indice di riferimento, i Comparti basati sugli swap miglioreranno la propria capacità di replica della performance del rispettivo benchmark.
Con decorrenza dal 5 gennaio 2011, la commissione massima applicata annualmente dal Gestore per ogni Comparto basato sugli swap sarà ridotta come di seguito indicato.

Sergio Trezzi, Country Head Invesco in Italia e Coordinatore Europeo di Invesco PowerShares ha dichiarato: “Quest’ulteriore sviluppo della gamma e della strategia dei nostri ETF mette in luce il costante impegno all’innovazione e le capacità di cui dispone Invesco PowerShares. L’utilizzo di questa nuova metodologia permetterà ad Invesco PowerShares di replicare anche gli indici “più esotici”, composti da titoli che non possono essere fisicamente detenuti dall’ETF, ad esempio indici basati su derivati, materie prime ecc…”.
Fonte: ETFWorld – Invesco Ltd









