Joel Achenbach sul Washington Posi ha ricordato ai suoi lettori le ricorrenti voci relative a una possibile vendita dell’oro statunitense detenuto a Fort Knox….
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147 milioni di once sono allettanti per una Nazione che si trova a fronteggiare una diffide situazione economica Specie quando il prezzo del metallo si aggira sui massimi nominali attorno a 1.500 dollari per oncia Ron Utt, della Heritage Foundation, non disdegna la proposta «Potremmo vendere sui massimi. Un’interessante prospettiva vista l’entità del deficit».
Ma altri responsabili dell’Aniministrazione americana negano tale eventualità; «Sarebbe come metter sul mercato Mount Rushmore, una pazzia».
Gli osservatori ricordano che gli Usa non sono una Nazione senza altre possibilità di incremento patrimoniale.
Il Governo possiede 650 milioni di acri, circa un terzo del disponibile.
Achenbach ricorda anche i moltissimi edifici posseduti, le centrali elettriche e il sistema autostradale.
L’economista Kevin Hassett, dell’American Enterprise Institute, consiglia la cessione delle autostrade interstatali.
Queste discussioni naturalmente risvegliano la solita domanda che circola da decenni in Usa l’oro di Fort Knox esiste ancora? Perché non viene censito regolarmente? Perché alla richiesta di effettuare una ricognizione ben 15 membri su 17 della Commissione che doveva dare il via libera hanno negato tale autorizzazione qualche anno fa? Qualunque sia l’esito di questo dibattito le quotazioni dell’oro non potranno non risentirne. Se gli Usa liquidassero parzialmente tale possesso il prezzo potrebbe scendere decisamente. Nel frattempo queste vo-ci frenano il rialzo dell’oro.
Autore: Gianluigi Raimondi
Fonte: Borsa e Finanza del 04 giugno 2011









