Il colosso monopolistico nel settore dei brillanti De Beers ha ufficialmente dichiarato che la crisi in cui versava questo comparto…
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è ufficialmente finita. Un aumento delle vendite nel 2010 del 53% e un raddoppio dell’utile lordo lo testimoniano. E analoga conferma deriva dall’aumento del prezzo delle pietre grezze. Con la salita del 27% messa a segno nel 2010 le quotazioni sono tornate sui livelli precrisi.
Il monopolio – od oligopolio come forse più correttamente dovremmo chiamarlo – dei «controllori del mercato» ha funzionato ancora una volta
Davanti a una crisi finanziaria ed economica i produttori di brillanti reagiscono chiudendo le miniere. In tal modo l’eccesso di scorte viene poco alla volta liquidato.
Talora deve trascorrere un lungo periodo, hi questo caso quasi due anni di totale immobilità di scambi.
Dopo un certo tempo la domanda torna a prevalere. Specie se alimentata dai ricchi cinesi e indiani che prediligono questo investimento. Questi due mercati sono cresciuti a tassi impressionanti: dal 25% al 30%. E non erano stati duramente colpiti dalla crisi nel biennio precedente.
Ora le miniere sono riaperte. In seguito si proseguirà con un attento controllo del mercato. Scopo di questa operazione, in atto da oltre 60 anni, è dare certezza e tranquillità ai possessori delle gemme.
I prezzi salgono di qualche punto in più dell’inflazione garantendo il risparmiatore. Gli stessi produttori vedono come fumo negli occhi le improvvise ventate speculative rialziste che hanno caratterizzato certi periodi. Le scorte evaporano e le quotazioni si impennano. Poi però ridiscenderanno. Proprio quelle marcate oscillazioni che De Beers e gli altri estrattori non desiderano.
Autore: Guido Bellosta
Fonte: Borsa e Finanza del 26 febbraio 2011









