Nonostante a livello mondiale il raccolto si prospetta al record storico per il quinto anno cosecutivo, la domanda cresce più rapida (specie in Cina)…
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Secondo le stime del Dipartimento dell’Agricoltura Usa, per il quinto anno consecutivo il raccolto mondiale 2011-2012 di mais segnerà il record storico a 866,2 milioni di tonnellate.
Ma non basterà a soddisfare la domanda, spinta soprattutto dalla Cina, recentemente colpita da piogge disastrose e che nell’ultimo decennio ha aumentato la richiesta del 47% per un quantitativo pari in media a un intero raccolto del Brasile, terzo produttore globale di questa commodity.
Certo, negli Stati Uniti circa il 70% della semina è, a detta del Dipartimento, in ottime condizioni di maturazione. Tuttavia, sempre secondo le previsioni dello stesso istituto, le scorte sono destinate quest’anno a diminuire ulteriormente. Tanto da riuscire a coprire solo 47 giorni di utilizzo, il livello più basso dal 1974. Gli investitori sembrano poi snobbare la notizia, potenzialmente negativa per i prezzi del mais, che il Senato Usa ha decretato (con 73 voti a favore e 23 contro) l’eliminazione degli incentivi all’industria dell’etanolo nel tentativo di migliorare il budget statale.
Di fronte a questo scenario gli analisti di Morgan Stanley stimano che il future sul granoturco, quotato al Chicago Board of Trade, possa balzare fino a 9 dollari per bushel, oltre il 25% in più rispetto alla quotazione attuale. Nel frattempo questo cereale continua a segnare, con un rialzo di oltre il 100%, la migliore performance a 12 mesi tra le materie prime inserite nell’indice Crb, che nello stesso periodo evidenzia un progresso limitato a meno del 30%.
Dal punto di vista operativo, per sfruttare un potenziale prossimo allungo dei prezzi del mais a Piazza Affari è possibile puntare su un Etc emesso da Etf Securities (Isin GBOOB15KXS04), su due certificati di tipo benchmark targati Banca Imi (scadenza al 30 marzo 2012, Isin IT0004157415) e Rbs (scadenza 10 giugno 2020, Isin NL0009481837), oltre che su sei leverage certificate di tipo mini future bull di Rbs con date di maturazione comprese tra ottobre 2020 e marzo.
Autore: Gianluigi Raimondi
Fonte: Borsa e Finanza del 25 giugno 2011









