Costi ETF: Un altro punto di forza degli ETF sono i costi. Sul mercato la loro progressiva diffusione ha contribuito in modo significativo ad abbatterli.
A differenza di alcuni Fondi Comuni, gli ETF non prevedono ne commissioni d’entrata ne commissioni d’uscita e inoltre i costi di gestione sono piuttosto contenuti; l’importo infatti varia fra lo 0,20% e lo 0,92% all’anno.
A questo proposito, tuttavia bisogna porre molta attenzione alla liquidità dell’ETF sotto osservazione, poichè più lo strumento è scambiato, minori sono i costi.
In America per alcuni ETF la commissione di gestione è veramente molto bassa (ad esempio i costi di gestione del QQQ, l’ETF piu’ scambiato al mondo, chiamato Cube – che è emesso da una società controllata dallo stesso Nasdaq ed è quotato all’Amex, la Borsa Usa – sono pari allo 0,18%). La versione europea di questo ETF il cui nome e’ EQQQ, è quotata sul segmento ETFPlus di Borsa Italia.
Per quanto riguarda invece la compravendita, vengono pagate le medesime commissioni applicate dalla banca per i titoli azionari.
La ragione per cui i costi ETF sono contenuti deriva dal fatto che un ETF si limita a replicare un indice già esistente e perciò non è necessario pagare un gestore.
Proprio per queste ragioni si può affermare che anche investendo una piccola somma si può replicare fedelmente l’indice di riferimento.











