L’economia della Malesia ha subito una battuta d’arresto a causa la crisi economica e finanziaria mondiale. Ma è stata meno grave che altrove. Così a Kuala Lumpur la Borsa segna un rialzo di…..
circa il 44% da inizio anno, una performance che scende di poco (39%) pure se calcolata in euro. Merito soprattutto delle blue chip del settore finanziario, che nell’indice di riferimento Ftse Bursa Malaysia pesano complessivamente per oltre il 35 per cento.
Nel dettaglio, tra le big cap del comparto spiccano, Cimb Group, forte di un rialzo del 120% da inizio gennaio, Malayan Banking, che nello stesso periodo ha messo a segno un balzo del 50%, e Ammb Holdings, raddoppiato di valore.
Sul fronte macroeconomico è rallentato il calo del prodotto interno lordo, migliorato negli ultimi mesi dal -6,2% all’attuale -1,2 per cento. L’inflazione è negativa (-1,6%) e il tasso di disoccupazione è limitato al 3,6 per cento. A rimpinguare le casse dello Stato, ci pensa poi neo primo ministro Najib AbdulRazak che nel corso della presentazione del budget per il prossimo anno, ha annunciato che l’introduzione della «Goods and Services Tax», l’equivalente dell’Iva.
La percentuale che verrà applicata, sarà compresa tra il 5% e il 10%. Una decisione anticipata rispetto ai piani, anche perché sollecitata dal Fondo Monetario Internazionale. Per quanto riguarda il commercio internazionale, l’ambasciatore della delegazione dell’Unione Europea in Malaysia, Vincent Piket, ha annunciato l’avvio di un progetto strategico per promuor vere il bwsiness-to-bwsiness nel settore dei servizi, con particolare enfasi ai servi-zi finanziari, all’ambiente e alle tecnologie «verdi».
Per sfruttare la corsa del listino malese, a Piazza Affari è disponibile un Etf emesso da Lyxor strutturato sull’indice Msci Malaysia (Isin FR0010397554). Le commissioni totali annue ammontano allo 0,65 per cento.
Fonte: Borsa e Finanza del 12 dicembre 2009
Autore: Gianluigi Raimondi









