Le quotazioni dell’oro I hanno iniziato la scorsa settimana tra mille incertezze. I prezzi hanno segnato nuovi arretramenti in dollari statunitensi mentre hanno puntato su massimi relativi in euro. Mentre le quotazioni….
infatti perdevano il 15% se espresse in moneta statunitense, il contemporaneo forte rimbalzo della valuta americana portava la quotazione del metallo giallo vicina a 26 euro per grammo.
In questo contesto le analisi si sono sprecate. Chi segue il metallo sulla base dell’analisi grafica in dollari vede come punto di approdo quota 960 dollari per oncia. Jim Sinclair di Js Mineset ripropone la sua buy opportunity e riconferma il target a 1.650 dollari per oncia. Chi opera dall’Europa in euro non può non apprezzare invece i nuovi massimi attorno a 26 euro per grammo.
La debolezza della moneta unica ha evitato perdite in conto capitale. La tenuta del metallo giallo è risultata superiore a quella dell’argento, coinvolto in una spirale ribassista. Con queste premesse tutte le ipotesi sembrano plausibili. La vecchia regola di mantenere, come forma di assicurazione, una percentuale di metallo giallo in portafoglio sembra ancora la più gettonata. Male che vada funzionerà come premio di assicurazione.
Ma è un premio che non si è mai azzerato nello scorso decennio, incrementandosi del 15% all’anno. Al contrario dei premi di assicurazione che si azzerano a fine anno.
Gli inveterati gold-bugs, rialzisti sull’oro, ricordano che le rotative statunitensi continuano a funzionare a pieno ritmo. E che sul lungo termine la legge della domanda e dell’offerta funziona su tutti i mercati delle commodity.
Autore: Guido Bellosta
Fonte: Borsa e Finanza del 13 febbraio 2010









