William Delbert Gann nella sua lunga carriera di trader e di studioso delle tendenze di mercato e delle sue leggi naturali, ha basato i suoi calcoli su una teoria ciclica e su una sequenza matematica del Fattore Tempo grazie alla Legge che la Storia si ripete. In The Tunnel Thru The Air (1927) scrive:….
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“Il tempo è il grande fattore che dimostra tutte le cose. Dalla notte dei tempi, la misurazione del tempo si basa sul movimento della terra intorno al proprio asse. Uno dei più piccoli cicli, o fattori di tempo, che si ripete regolarmente nelle cose molto attive e che hanno una vibrazione alta, è il ciclo di quattro minuti. Questo perchè la terra si muove di un grado ogni quattro minuti. Il ciclo successivo è quello di 24 ore, il tempo richiesto dalla terra per completare una rivoluzione intorno al proprio asse … per poi arrivare all’importante ciclo annuale, il tempo necessario alla terra di fare una completa rivoluzione intorno al sole. … Questi sono i cicli minori. I grandi cicli si estendono in periodi di 100, 1000 e 5000 anni … per dimostrare la validità dei cicli…”Grande enfasi è data al ciclo temporale dei 100 anni, in cui si interconnettono gli effetti espansivi e recessivi\depressivi dei Major Time Cycles di 60 anni, di 49\50 anni e a seguire dei cicli di 30, 20, 10 e 7 anni. E’ di primaria importanza, dunque, secondo Gann conoscere la storia e gli eventi chiave che hanno caratterizzato i periodi passati nei vari campi delle azioni umane, economico, finanziario, sociale, politico, scientifico e di così via.
La drammatica crisi in corso nel corso paese da cinque anni e che presenta un periodo temporale di naturale estensione 2007-2014 con step intermedio l’anno 2012 ricalca la forte crisi del 1907, come riportato da Giovanni Siciliano in Cento anni di borsa in Italia (2001): ” … la crisi del mercato di borsa iniziata nel 1907, e durata fino allo scoppio del primo conflitto mondiale, è stata la più profonda e devastante fra quelle che si sono poi succeddute negli anni a venire.” Franco Bonelli nell’opera La Crisi del 1907 – Una tappa dello sviluppo industriale in Italia (1971) fornisce ampia documentazione della grave crisi finanziaria e bancaria che colpì l’Italia nella seconda metà del 1907, in connessione con una crisi mondiale di liquidità monetaria, che portò ad una prolungata e grave depressione del mercato dei valori mobiliari mettendo in difficoltà le Società ordinarie di credito le cosiddette banche miste, che secondo Piero Sraffa rappresentavano un disordinato intreccio di affari non sempre limipidi intorno a un numero di imprese non diversificato (Onado 1992). Il lungo periodo di congiuntura positiva del ciclo economico internazionale registrato dal 1896 al 1906\1907 investi anche l’economia italiana in cui, tra l’altro, fu caratterizzata da un cambiamento strutturale del ruolo ricoperto dal Mercato di Borsa con l’aumento dei titoli quotati dai 30 del 1897 a 169 del 1907, evento che permise un numero elevato di aumenti di capitale tale che le emissioni di azioni rappresentarono il 52% del finanziamento totale al settore non statale. Gran parte delle nuove emissioni si concentrarono tuttavia nel triennio 1905-1907, qualificandosi come il più consistente salto dimensionale del listino italiano di tutto il ventesimo secolo. L’ascesa dei corsi dal 1898 al 1900, il periodo di stasi fino al 1903 quindi la forte ripresa a ritmi sempre più crescenti fino al primo crollo del Novembre 1906 che ebbe come epicentro la Borsa di Genova, si concluse nel Maggio 1907 con il definitivo crollo delle posizioni speculative al rialzo. Delle quattro grandi banche miste, due di estrazione tedesca Comit e Credito Italiano e due completamente italiane, Banco di Roma e Società Bancaria Italiana (SBI), quest’ultima rappresentò il punto debole del sistema bancario italiano dal momento che la forte discesa dei corsi azionari pose in gravi difficoltà la SBI che entrò in crisi, seppur salvata con l’appoggio del governo Giolitti, ma anche le altre grandi banche private italiane, impegnate nel finanziamento delle operazioni di borsa tramite riporti e concessioni di linee di credito alle imprese. Il crollo dei corsi azionari decretò una crisi di fiducia nella solvibilità delle banche miste e i pericoli più volte sfiorati di corse agli sportelli causarono un forte deflusso di liquidità dal mercato borsistico. Iniziò così nel 1907 un periodo di crisi del mercato azionario che si protrasse, a parte qualche breve momento di risveglio, fino alla scoppio della prima Guerra Mondiale nel Luglio del 1914 e determinò una fase depressiva causata dalla fuga del risparmio privato, scottato dai costi che aveva dovuto sopportare in seguito agli eccessi speculativi del 1907.
A distanza di 100 anni, indipendentemente dal naturale diverso contesto e variabili economico e finanziarie interne e globali in gioco che operano su più ampia scala, l’Italia sta ripercorrendo una gravissima crisi finanziaria, principalmente di natura bancaria, già vissuta con sbocco depressivo e primo step temporale il 2012, scenario già delineato nel Luglio 2008 con l’entrata dell’indice Comit nella Zona Recessiva che aprì il Great Panic. Un collasso devastante in grado di portare ad una crisi sistemica – vedi articolo 1 Luglio 2008 – confermato dai bottoms del Marzo 2009 e del Settembre 2011 con l’indice azionario sulla linea di confine di 770\810 che separa la Zona Recessiva da quella Depressiva, dagli effetti sconosciuti alle generazioni nate dopo il secondo conflitto mondiale. Maggio 2012 e la settimana del 7-11 Maggio è il nuovo Fattore Tempo di Bottom da cui dipenderà le sorti degli indici italiani raggiunto il 5° mese del 5° anno, in attesa dei prossimi setup di riferimento di Luglio\Agosto 2012.
Come scrive Gann, la Storia si ripete.
Autore: Maurizio Masetti
Fonte: ETFWorld – Gann Trading Consulting (Analisi del 11 maggio 2012)







