Analisi Ciclica : In questo articolo cerchiamo di vedere quali sono le attuali relazioni tra il rendimento dei Bond (in particolare il T-Note, ovvero il Titolo di Stato Usa con scadenza 10 anni) e l’indice S&P500.
A cura di Eugenio Sartorelli – www.investimentivicenti.it
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La relazione classica intermarket dice che i rendimenti dei Bond (che sappiamo essere inversi ai prezzi) dovrebbero più spesso avere una relazione inversa con i valori degli Indici Azionari.
La motivazione è che prezzi elevati dei Bond sono legati a rendimenti mediamente bassi. In questi frangenti i gestori di portafogli guardano con maggior interesse alle azioni, proprio perché possono non trovare soddisfacente il rendimento delle obbligazioni. All’opposto, quando i rendimenti obbligazionari sono elevati (e quindi i prezzi sono bassi) si guarda con maggior interesse a questa asset class rispetto alle azioni.
In realtà le cose sono più complicate ed bisognerebbe valutare altri parametri come l’inflazione, le politiche delle Banche Centrali, le aspettative sul ciclo economico.
Ci soffermeremo principalmente sulle relazioni tra rendimento del T-Note ed andamento dell’S&P500 a partire dal 2024 con dati giornalieri.

La linea nera rappresenta il rendimento del T-Note (scala dx), la linea rossa rappresenta il valore dell’Indice S&P500 (scala sx). In basso c’è la correlazione tra i 2 grafici, calcolata su 126 dati (ovvero 6 mesi di dati).
Vi sono 4 distinte fasi dell’andamento del T-Note:
- una prima fase crescente sino al massimo di fine aprile 2024 (vedi freccia verde);
- una successivo calo sino a metà settembre (vedi freccia nera) 2024 legato a possibili tagli dei Tassi di interesse da parte della Fed ed un’Inflazione sotto controllo;
- una nuova fase di crescita sino al massimo del 13 gennaio (vedi freccia grigia), legato ad attese su crescite inflazionistiche per le politiche della nuova amministrazione Usa;
- una nuova discesa, ancora in atto, le cui motivazioni sono ancora da definire.
Durante queste 4 fasi del rendimento del T-Note l’Indice S&P500 ha avuto una quasi costante crescita sino al recente 19 febbraio (vedi freccia rossa). La curva della correlazione in basso ci dice come non ci sia stata una relazione costante tra i 2 mercati, cosa che si capisce anche osservando solo i 2 grafici. Abbiamo detto come la correlazione più “naturale” dovrebbe essere quella inversa. Invece, soprattutto dal minimo di rendimento del settembre 2024, la correlazione è evidente come sia diretta con la fase attuale che vede rendimento del T-Note in discesa e valore dell’S&P500 in discesa. Questa situazione è probabilmente legata ad uno stato “confusionale”, ovvero di elevata incertezza, da parte degli operatori, i quali soprattutto nel 2025 sono stati spiazzati dalle continue dichiarazioni sulle politiche commerciali della nuova Amministrazione Usa e dalle possibili ricadute sul sistema economico finanziario.
L’attuale ribasso del rendimento dei Bond è in parte legato ad un sovrappeso di questa asset class e da un alleggerimento dell’asset azionario; probabilmente si intuisce come questa amministrazione Usa voglia dei rendimenti dei Bond Governativi in discesa, cosa che significherebbe un minor costo del debito pubblico. Come abbiamo detto vi è in atto un alleggerimento sull’azionario, legato soprattutto ai potenziali effetti sull’economia della politica dei dazi Usa, ovvero un rallentamento generale. I 2 mercati sembrerebbero ancora essere alla ricerca di un’area di supporto su cui arrestare la discesa.
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