Secondo gli ultimi dati diffusi dalle autorità di Pechino, a luglio, per il secondo mese consecutivo, in Cina l’export di alluminio ha superato l’import.
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Nel dettaglio, 15.925 tonnellate del metallo hanno varcato i confini del Celeste impero diretti in Europa e in Nordamerica contro le 3.518 destinate agli impianti cinesi, il 97% in meno rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. «Un segnale – afferma Fang Junfeng, analista di China Interna-tional Futures – che sul mercato asiatico la domanda langue e c’è sovraproduzione». Dalla prima seduta di agosto il future sull’alluminio quotato al London Metal Exchange ha perso oltre il 5% tornando in prossimità della soglia tecnica e psicologica dei 2.000 dollari per tonnellata. E nello stesso periodo le scorte ufficiali sono aumentate di circa il 2% a 4,460 milioni di tonnellate. Nel frattempo Chalco, big asiatica nella lavorazione del metallo, ha annunciato l’intenzione di espandersi nel comparto del carbone, del minerale di ferro, del rame e delle terre rare per compensare l’aumento dei costi per mantenere in attività i propri smelters.
Fonte: Borsa e Finanza del 31 agosto 2010









