Amundi ETF – Rimbalzo degli ETF europei ad aprile: afflussi netti per 35,5 miliardi di euro nel migliore mese del 2026
Articolo creato dalla Redazione di ETFWorld.it
Analisi dei flussi di mercato degli ETF – Dati al 30 aprile 2026
L’azionario guida la ripresa, con strategie globali e statunitensi in primo piano. Rinnovato interesse per i titoli di Stato all maturity in Europa e negli USA.
Secondo l’analisi mensile di Amundi, gli ETF domiciliati in Europa (UCITS) hanno archiviato un mese di aprile 2026 in forte rimbalzo, con afflussi netti complessivi pari a 35,5 miliardi di euro. Il dato rappresenta il quarto mese migliore di sempre in termini di raccolta netta ed è risultato più che triplicato rispetto ai 10 miliardi di euro registrati nel mese di marzo.
Secondo i dati del provider finanziario LSEG Lipper, che monitora l’intero comparto degli ETF quotati in Europa, gli afflussi complessivi del mese di aprile sono stati leggermente superiori, attestandosi a 37,4 miliardi di euro, ma la tendenza risulta comunque coerente: si è trattato del miglior mese del 2026 per raccolta netta, ampiamente superiore al dato registrato a marzo (10,5 miliardi di euro), pur restando al di sotto dei volumi record dei primi due mesi dell’anno.
La ripresa è stata trainata dalla distensione delle tensioni geopolitiche: il cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran ha ridimensionato il premio al rischio, sebbene gli investitori abbiano continuato a privilegiare strategie di diversificazione rispetto a esposizioni direzionali specifiche. Malgrado la tregua, lo Stretto di Hormuz – via d’acqua che in tempo di pace gestisce circa il 20% del commercio mondiale di petrolio – ha continuato a registrare interruzioni prolungate nella navigazione, mantenendo la volatilità sui prezzi energetici. Il Brent era salito oltre i 110 dollari al barile all’inizio di aprile, per poi crollare di quasi il 17% subito dopo l’annuncio del cessate il fuoco, attestandosi a 91 dollari al barile, salvo risalire successivamente.
Azionario protagonista: 75% dei flussi, con forte ritorno sulle large cap USA
Le strategie azionarie hanno rappresentato circa tre quarti dei nuovi asset netti del mese di aprile. Secondo Amundi, i flussi azionari hanno assorbito circa 26,6 miliardi di euro (pari al 75% del totale), confermandosi come il principale motore della raccolta. I dati Lipper indicano una stima di 29,2 miliardi di euro in afflussi per gli ETF azionari europei ad aprile, con le azioni globali al primo posto per raccolta.
All’interno del comparto azionario, la diversificazione ha continuato a rappresentare un tema centrale. Gli investitori hanno privilegiato esposizioni ampie e diversificate: i prodotti basati sull’indice All Country World (ACWI) hanno raccolto 11,1 miliardi di euro, seguiti dalle allocazioni sui mercati sviluppati globali (6,8 miliardi di euro) e dagli indici statunitensi (5,8 miliardi di euro).
La stagione degli utili del primo trimestre 2026 ha superato le attese. Secondo FactSet, l’84% delle società dell’S&P 500 che avevano riportato i conti entro il 24 aprile ha registrato una sorpresa positiva sugli utili, con l’81% che ha superato le stime sui ricavi. L’S&P 500 ha messo a segno un +10,4% nel mese di aprile, la miglior performance mensile dal novembre 2020, sostenuto da un rialzo di oltre il 17% del settore tecnologico e da un +18,5% del comparto delle telecomunicazioni. Particolarmente brillante è stata la performance del Nasdaq-100, che ha registrato un +15,7% nel mese, la miglior performance mensile da oltre 23 anni (ottobre 2002). Gli utili del Nasdaq-100 hanno evidenziato una crescita tendenziale del 51% su base annua, a fronte di stime che indicavano un +22%.
Alla luce di questi dati, gli investitori hanno fatto registrare un rinnovato interesse per le azioni statunitensi, privilegiando le società a grande capitalizzazione e orientate alla crescita, come le strategie basate sull’S&P 500 e sul Nasdaq. Le strategie equal weight, invece, hanno registrato deflussi, segno di un ritorno alla preferenza per le mega cap.
Mercati emergenti e tecnologia
Le azioni dei mercati emergenti hanno attirato 3,0 miliardi di euro in aprile, beneficiando anch’esse della tendenza alla diversificazione. L’Asia emergente ha dato un contributo significativo alla performance, in particolare la Corea del Sud, dove la domanda legata all’IA e ai semiconduttori ha sostenuto il mercato, insieme alle esposizioni legate alle materie prime in America Latina. La categoria Equity Emerging Markets Global di Lipper ha registrato afflussi per 2,0 miliardi di euro nel mese.
Il settore tecnologico è tornato a far registrare afflussi netti: 2,2 miliardi di euro secondo Amundi, mentre la classificazione Equity Sector Information Technology di Lipper indica una raccolta di 2,0 miliardi di euro. La ripresa è stata in controtendenza rispetto ai deflussi registrati a marzo e si è accompagnata a una performance stellare del comparto: l’ETF settoriale tecnologico XLK ha registrato un +20,02% ad aprile, il miglior rialzo mensile del comparto dall’ottobre 2002.
Temi: energie alternative e difesa
Il blocco dello Stretto di Hormuz e il conseguente impatto sul mercato petrolifero hanno spinto gli investitori verso le energie alternative (solare, eolica, idrogeno, nucleare), che sono state il principale settore tematico in termini di raccolta con 506 milioni di euro. A conferma, la categoria Lipper Equity Theme – Alternative Energy ha registrato afflussi per 0,9 miliardi di euro nel mese di aprile.
Le allocazioni nel settore della difesa sono state pari a 496 milioni di euro in aprile, circa la metà dei nuovi asset netti di marzo. Nei primi tre mesi del 2026, gli ETF tematici sulla difesa avevano complessivamente raccolto oltre 3,5 miliardi di dollari, trainati da un contesto geopolitico che ha reso le capacità difensive un megatrend strutturale.
Reddito fisso: 8,6 miliardi di euro in aprile
Il reddito fisso ha registrato afflussi per 8,6 miliardi di euro in aprile. I dati Lipper indicano una stima di 7,9 miliardi di euro per gli ETF obbligazionari nel mese.
Nel mese si è registrato un rinnovato interesse per il debito sovrano: 4,7 miliardi di euro sono confluiti nei titoli di Stato, rispetto agli 1,3 miliardi di euro del mese precedente, con circa la metà di tali flussi diretta in Europa. Il rendimento del Bund decennale tedesco ha chiuso aprile al 3,05%, dopo che la Banca Centrale Europea ha lasciato i tassi invariati come atteso. L’inflazione dell’Eurozona è salita al 3% in aprile, il valore più alto dal settembre 2023.
Contemporaneamente, gli afflussi verso gli strumenti del mercato monetario hanno subito un rallentamento, passando da 2,5 miliardi di euro a marzo a 507 milioni di euro in aprile.
Rotazione verso esposizioni all maturity
Gli investitori si sono orientati verso esposizioni all maturity sia nei titoli di Stato europei (1,6 miliardi di euro) sia in quelli statunitensi (572 milioni di euro). Questa rotazione, che interessa tutte le scadenze, ha tradotto un posizionamento più neutrale e tattico dopo il sell-off di marzo.
Le allocazioni in titoli di Stato in euro si sono concentrate sul segmento all maturity, mentre i Treasury statunitensi hanno mostrato una maggiore dispersione: gli investitori hanno privilegiato l’intero spettro di strategie, con esposizioni a brevissimo e medio termine che hanno raccolto rispettivamente 476 milioni e 458 milioni di euro, oltre al mezzo miliardo di euro investito nel segmento all maturity.
Questa dinamica parallela riflette le diverse aspettative sulla traiettoria futura dei tassi di interesse nell’Eurozona e negli Stati Uniti. Gli investitori non si aspettano tagli dei tassi da parte della BCE; anzi, i mercati monetari prezzavano già ad aprile circa 75 punti base di rialzi entro fine anno. Negli Stati Uniti, le prospettive restano più incerte, anche in vista del cambio di presidenza della Federal Reserve atteso a giugno, con Kevin Warsh che succederà a Jerome Powell. Il rendimento del Treasury decennale USA si è attestato intorno al 4,31%-4,35% ad aprile, con aspettative di tagli dei tassi ancora inferiori al 5% secondo il FedWatch Tool del CME.
Le strategie indicizzate all’inflazione hanno continuato ad attirare afflussi (402 milioni di euro), soprattutto in Europa, sebbene il ritmo sia stato inferiore a quello di marzo. Ciò suggerisce che le preoccupazioni legate all’inflazione persistono, anche se meno marcate rispetto al periodo di tensione dei mercati osservato all’inizio di marzo. L’inflazione core USA ad aprile è stata pari al 2,60%, mentre l’indice PCE Core si è attestato al 3,2%.
ESG: afflussi in forte aumento
Nel mese di aprile gli afflussi nelle strategie ESG sono stati pari a 4,8 miliardi di euro, circa tre volte superiori rispetto a marzo. In linea con la tendenza generale del mercato, le strategie ESG sull’indice All Country World hanno registrato afflussi pari a 3,6 miliardi di euro, mentre nell’ambito del reddito fisso i titoli di Stato ESG hanno registrato afflussi netti per 992 milioni di euro.
Se vuoi saperne di più : ETF cosa sono e come funzionano
Fonte: ETFWorld.it








