Analisi Ciclica : In questa analisi esaminiamo il legame attuale tra l’andamento del prezzo dell’Oro e l’andamento del più importante indice azionario Usa: l’S&P 500.
A cura di Eugenio Sartorelli – www.investimentivincenti.it
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Secondo i princìpi dell’analisi intermarket classica, la correlazione tra queste 2 asset class dovrebbe essere più spesso inversa.
La dinamica è legata al fatto che l’Oro è stato un bene rifugio nelle situazioni di tensioni geoeconomiche e/o geopolitiche, fasi in cui l’S&P500 è più probabile si indebolisca o perda forza. Inoltre l’Oro è meno appetibile in fasi di tassi reali elevati, non potendo fornire un rendimento come Bond o Azioni con buoni rendimenti. In fasi di tassi elevati l’economia è più spesso in crescita e di conseguenza l’indice azionario è mediamente forte. In realtà le cose sono più complicate e bisognerebbe valutare altri parametri.
Ci soffermeremo principalmente sulle relazioni tra il prezzo dell’Oro e l’andamento dell’S&P500 a partire da inizio 2022 (dati settimanali):

La linea nera rappresenta il rendimento del prezzo dell’Oro (scala dx-logaritmica), la linea rossa rappresenta il valore dell’Indice S&P500 (scala sx-logaritmica). In basso c’è la correlazione tra i 2 grafici, calcolata su 26 dati (ovvero 6 mesi di dati). Come si vede questa correlazione è stata più spesso positiva da giugno 2023 in poi.
Ho evidenziato 3 distinte fasi in cui vi sono stati livelli di correlazione positivo:
- Tra giugno 2022 e agosto 2023; in cui i 2 mercati sono primi scesi e poi saliti, con maggior intensità per l’S&P500;
- Da novembre 2023 sino a marzo 20254, con i 2 mercati che sono saliti, con maggior intensità per l’Oro;
- Da luglio 2025 ad oggi in cui i 2 mercati sono saliti, ma da fine febbraio sono in correzione e la correlazione sta calando.
I motivi di questa persistenza di una correlazione positiva tra i 2 mercati sono da ricercare in una sua percezione come asset class da detenere nei portafogli, non solo per fasi di tensioni, ma soprattutto per cautelarsi dagli eccessi di liquidità che il sistema economico/finanziario vive da dopo il 2020.
La fase attuale correttiva dell’Oro è legata anche al fortissimo rialzo avuto da agosto 2025 in poi. Con l’attuale fase di tensione internazionale alcuni operatori istituzionali hanno dovuto liquidare in fretta delle posizioni e di solito si inizia da quelle in cui si hanno maggiori profitti. Inoltre vi sono timori generali di una inflazione in crescita, e soprattutto tassi in crescita, che storicamente incidono negativamente sul prezzo dell’Oro. Aggiungiamo che il Dollaro si è rafforzato durante questa crisi e ciò rende meno conveniente l’acquisto per chi ha valute differenti dal Dollaro.
In prospettiva l’Oro potrebbe trovare un supporto diciamo tra 4500 e 4300 $. Potrebbe poi gradualmente recuperare forza. Anche l’S&P500 potrebbe trovare un supporto se non ci sarà una escalation delle tensioni in Medio Oriente. In tal senso nei prossimi mesi la correlazione positiva potrebbe tornare a crescere con i 2 mercati in leggero recupero di forza.
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