Analisi Ciclica : Vediamo cosa ci possono dire alcuni indicatori desunti dal mercato delle Volatilità Implicita sul principale mercato mondiale, ovvero gli Usa.
A cura di Eugenio Sartorelli – www.investimentivicenti.it
Copyright DMF New Media – ETFWorld.it
Riproduzione Vietata in ogni forma anche parziale
Partiamo con il classico Indice della Volatilità Implicita, ovvero il Vix (dati giornalieri a partire dal giugno 2023 e sino alla chiusura del 19 marzo):

Questo Indicatore ha il classico andamento contrarian rispetto all’Indice S&P500 e soprattutto fa dei massimi molto pronunciati in corrispondenza di minimi di mercato, come si può facilmente evincere dal grafico; per questo viene anche chiamato “indice della paura”.
Recentemente il Vix ha fatto un picco massimo l’11 marzo (vedi freccia blu) con valori a quasi 28 punti, che sono storicamente da considerare elevati. In contemporanea l’Indice S&P500 ha fatto un minimo evidente il 13 marzo (vedi freccia rossa). Attualmente il Vix è in diminuzione ma non è ancora sotto la soglia psicologica di 20 punti dove passa la media di lungo periodo. Ciò segnala che ci sono ancora strascichi di “paura” legati alla correzione dell’S&P500 dal massimo del 19 febbraio (vedi freccia verde) che ha comportato una diminuzione dell’8,5%.
Se vogliamo dare una interpretazione di questi timori sul mercato Usa, l’indiziato maggiore è la politica dei dazi della nuova amministrazione Trump, di cui non si capisce la portata per le continue dichiarazioni contrastanti che vengono emesse.
Questo timore non ha coinvolto l’Europa, che ha avuto solo una leggera correzione dei principali indici azionari, i quali sono già in ripresa da qualche giorno. Una anomalia ci sarebbe comunque per l’Europa e ve la mostro:

Il grafico più in alto sono i dati giornalieri della Vstoxx, ovvero il Vix (indice di paura) del mercato Europeo, ovvero riferito all’Indice Eurostoxx50; sotto c’è l’analogo grafico del Vix; sono disegnate anche delle Bande di Bollinger a 3 mesi.
Come si vede tra i 2 grafici vi sono elevate somiglianze e soprattutto tutti e 2 hanno fatto un evidente massimo l’11 marzo (vedi frecce blu) sopra la banda più elevata, con un successivo calo che ha portato a valori che restano sopra la media a 3 mesi.
In pratica la Volatilità Implicita ci conferma che la differenza di andamento dei prezzi dell’azionario Europei rispetto a quelli Usa è una evidente anomalia, che è più probabile possa rientrare nelle prossime settimane.
Copyright DMF New Media – ETFWorld.it
Riproduzione Vietata in ogni forma anche parziale
Disclaimer
I contenuti di queste note e le opinioni espresse non devono in nessun caso essere considerati come un invito all’investimento. Le analisi non costituiscono una sollecitazione all’acquisto o alla vendita di qualsivoglia strumento finanziario.
Queste note hanno per oggetto analisi finanziarie e ricerca in materia di investimento. Qualora vengano espresse delle raccomandazioni, queste hanno carattere generale, sono rivolte ad un pubblico indistinto e mancano dell’elemento della personalizzazione.
Sebbene frutto di approfondite analisi, le informazioni contenute in queste note possono contenere errori. Gli autori non possono in nessun caso essere ritenuti responsabili per eventuali scelte effettuate dai lettori sulla base di tali informazioni erronee. Chi decide di porre in essere una qualsiasi operazione finanziaria sulla base delle informazioni contenute nel sito lo fa assumendone la totale responsabilità.






