LA PAROLA AGLI EMITTENTI
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15 Novembre 2007
IN GIAPPONE IL RALLENTAMENTO DI METÀ CICLO FRENA I POLICYMAKER
In Giappone, il rallentamento di metà ciclo dissuade per il momento i politici dall’aumentare i tassi di interesse
Haydn Davies
Chief Economist di
Barclays Global Investors
Quando l’accelerazione della crescita economica ha iniziato a diminuire, inoltre, la ripresa degli investimenti da parte delle imprese ha perso vigore per poi cambiare addirittura di segno nel momento in cui la crescita ha iniziato a rallentare.
Anche gli ordinativi per l’esportazione si sono indeboliti, nonostante il calo del 20% nel valore in termini reali della divisa nipponica nei confronti delle valute dei principali partner commerciali del Giappone registrato negli ultimi tre anni. Finalmente, tuttavia, si iniziano a notare i primi segnali di un miglioramento degli ordinativi per l’esportazione, sebbene permanga un clima economico debole che porta ancora a privilegiare i titoli di stato.
Tuttavia la fiducia nei confronti dei titoli azionari giapponesi sembra superiore rispetto a quanto osservato su altri mercati e questo induce a pensare che i titoli del Sol Levante possano sovraperformare quelli degli altri mercati.
Nei prossimi mesi, il principale interrogativo consisterà nel capire se la spinta commerciale indotta dal calo dello yen sia sufficiente a controbilanciare il probabile impatto del rallentamento economico a livello mondiale sulla domanda di esportazioni dal Giappone.
Bank of Japan resta propensa a continuare a innalzare gradualmente i tassi di interesse verso un livello più neutrale
(attualmente il tasso ufficiale è ancora fermo allo 0,5%): per il momento, il rallentamento dell’economia l’ha costretta a rinviare eventuali aumenti, soprattutto ora che il tasso di disoccupazione ha iniziato a crescere leggermente. I politici temono che mantenere fermi i tassi di interesse possa portare a un aumento dell’inflazione nel giro di 12-18 mesi; al contempo si mostrano cauti in merito alle prospettive della domanda proveniente dagli Stati Uniti, che rimangono il più importante partner commerciale del Giappone.
Diminuiscono dunque le probabilità di assistere a un altro aumento dei tassi prima di fine anno, ma se Bank of Japan dovesse cogliere di sorpresa gli investitori, i tassi di interesse continuerebbero a essere troppo poco appetibili per riuscire ad arginare il calo dello yen.
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