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Il Giappone – Haydn Davies, Chief Economist di Barclays Global Investors

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LA PAROLA AGLI EMITTENTI

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15 Novembre 2007

IN GIAPPONE IL RALLENTAMENTO DI METÀ CICLO FRENA I POLICYMAKER

In Giappone, il rallentamento di metà ciclo dissuade per il momento i politici dall’aumentare i tassi di interesse

parla

Haydn Davies

Chief Economist di

Barclays Global Investors

Dall’ultima recessione del 2001, il Giappone ha goduto di cinque anni di crescita economica sostenuta, il periodo di espansione più prolungato del dopoguerra. Tale spinta è tuttavia dovuta in gran parte a una ripresa degli investimenti in nuovi impianti produttivi e attrezzature da parte delle imprese e alla vivacità degli ordinativi per l’esportazione. Se non si tiene conto degli investimenti e degli scambi con l’estero, dagli inizi del 2004 la crescita economica è andata rallentando, poiché la spesa per consumi non è decollata.

Quando l’accelerazione della crescita economica ha iniziato a diminuire, inoltre, la ripresa degli investimenti da parte delle imprese ha perso vigore per poi cambiare addirittura di segno nel momento in cui la crescita ha iniziato a rallentare.

Anche gli ordinativi per l’esportazione si sono indeboliti, nonostante il calo del 20% nel valore in termini reali della divisa nipponica nei confronti delle valute dei principali partner commerciali del Giappone registrato negli ultimi tre anni. Finalmente, tuttavia, si iniziano a notare i primi segnali di un miglioramento degli ordinativi per l’esportazione, sebbene permanga un clima economico debole che porta ancora a privilegiare i titoli di stato.

Tuttavia la fiducia nei confronti dei titoli azionari giapponesi sembra superiore rispetto a quanto osservato su altri mercati e questo induce a pensare che i titoli del Sol Levante possano sovraperformare quelli degli altri mercati.

Nei prossimi mesi, il principale interrogativo consisterà nel capire se la spinta commerciale indotta dal calo dello yen sia sufficiente a controbilanciare il probabile impatto del rallentamento economico a livello mondiale sulla domanda di esportazioni dal Giappone.

Bank of Japan resta propensa a continuare a innalzare gradualmente i tassi di interesse verso un livello più neutrale
(attualmente il tasso ufficiale è ancora fermo allo 0,5%): per il momento, il rallentamento dell’economia l’ha costretta a rinviare eventuali aumenti, soprattutto ora che il tasso di disoccupazione ha iniziato a crescere leggermente. I politici temono che mantenere fermi i tassi di interesse possa portare a un aumento dell’inflazione nel giro di 12-18 mesi; al contempo si mostrano cauti in merito alle prospettive della domanda proveniente dagli Stati Uniti, che rimangono il più importante partner commerciale del Giappone.

Diminuiscono dunque le probabilità di assistere a un altro aumento dei tassi prima di fine anno, ma se Bank of Japan dovesse cogliere di sorpresa gli investitori, i tassi di interesse continuerebbero a essere troppo poco appetibili per riuscire ad arginare il calo dello yen.

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