ETF World: L’economia blu è un tema molto importante e le aree marine possono essere un motore di crescita importante e delle quali va mantenuta la sostenibilità.
Isabelle Bourcier, Head of Quantitative and Index, BNP Paribas Asset Management
08 febbraio 2022 ETFWorld – Riproduzione Vietata in ogni forma anche parziale
BNP Baribas pensa che sia possibile mantenere l’equilibro tra lo sfruttamento delle risorse marine e la sostenibilità e se si in che modo è possibile farlo?
Isabelle Bourcier : Il mare e gli oceani sono al centro delle sfide ambientali ed economiche del XXI secolo. Come sottolinea l’ONU gli oceani “contribuiscono all’eliminazione della povertà, creando mezzi di sussistenza sostenibili e di lavoro dignitoso, forniscono cibo e minerali strategici, generano ossigeno, assorbono anidride carbonica mitigando gli effetti del cambiamento climatico, agiscono sulle condizioni meteorologiche e sulla temperatura del pianeta e fungono da vie per il commercio marittimo internazionale”. L’economia blu propone di combinare finalità ambientali ed economiche. Secondo la Banca mondiale, la Blue Economy consiste nell’ “utilizzo sostenibile delle risorse oceaniche volto a favorire la crescita economica, a migliorare i mezzi di sussistenza e l’occupazione, preservando al contempo la salute degli ecosistemi oceanici”.
Un esempio che illustra questo approccio: lo sviluppo dell’eolico offshore. Secondo un rapporto dell’Agenzia Internazionale dell’Energia pubblicato nel 2019, entro il 2040 le capacità di produzione energetica del settore potrebbero essere quindici volte superiori e attirare quindi 1.000 miliardi di dollari di investimenti. In Europa, la capacità installata dovrebbe quindi passare da 20 gigawatt (GW) alla fine del 2018 a 130 GW entro il 2040, o addirittura a 180 GW se i paesi europei raggiungessero l’obiettivo di neutralità carbonica.
Un altro settore in forte espansione è quello delle biotecnologie marine, ovvero lo sfruttamento della biodiversità marina (batteri, fitoplancton, alghe…) per usi nei settori farmaceutico, cosmetico, chimico e agroalimentare, oltre che energetico. Un mercato la cui crescita annua media dovrebbe essere superiore al 10% nel periodo 2019-2025.
Siamo convinti che, per essere sostenibile, la crescita economica debba diventare rispettosa dell’ambiente e inclusiva. Le nostre attività di gestione indicizzata, sensibili alle sfide connesse alla transizione energetica e al rispetto dell’ambiente, sviluppano quindi a ritmo costante nuove soluzioni d’investimento pensate per rispondere alle attese di investitori professionali e privati attenti a queste tematiche.
ETF World: L’economia circolare è stato il primo passo che l’economia occidentale ha intrapreso per iniziare a muoversi verso un futuro maggiormente sostenibile. Il vostro ETF su questo tema che vantaggi porta all’ambiente ed agli investitori?
Isabelle Bourcier: Per i nostri ETF e fondi indicizzati, noi di BNP Paribas Asset Management abbiamo deciso di combinare sostenibilità e tematica, optando ad esempio per l’economia circolare e la Blue Economy. Entrambi i temi rientrano tra gli obiettivi della tassonomia UE e possono essere facilmente illustrati a qualsiasi investitore.
Il modello di business dell’economia circolare mira alla produzione sostenibile di beni e servizi. L’idea è quella di ripensare totalmente la scelta e l’utilizzo dei materiali, limitando al contempo il consumo e l’impiego improduttivo di risorse come materie prime, acqua ed energia e producendo meno rifiuti. Ciò contrasta con il modello di produzione e consumo dell’ “economia lineare”, che si compone di estrazione, produzione, consumo e smaltimento. Normative più stringenti, una maggiore attenzione da parte dei consumatori e la carenza di materiali sono significative evoluzioni che stanno spingendo le aziende a cercare nuove soluzioni e ad adottare i principi dell’economia circolare.
In questo contesto, numerose aziende, di diverse dimensioni, hanno affrontato di petto la questione, con l’obiettivo di rispettare di più l’ambiente utilizzando meno risorse, dando una seconda vita ai loro prodotti e sviluppando pratiche di condivisione (car sharing, condivisione di dati, leasing).
D’altronde, è proprio allo scopo di sostenere le società più virtuose nel consumo delle risorse e di rispondere a un’importante domanda dei propri clienti che BNP Paribas Asset Management ha deciso di lanciare a marzo 2019 un prodotto innovativo: un ETFbasato su un indice di economia circolare. Prosegue, così, il cammino intrapreso più di 10 anni fa con la creazione del primo ETF basato su un indice Low Carbon che seleziona le aziende impegnate nella lotta contro il riscaldamento climatico.
Questo ETF conta 50 società di diversi settori e include soltanto grandi aziende quotate e fortemente esposte all’economia circolare. L’indice selezionato per questo ETF predilige soltanto i migliori attori della categoria (best in class), tutti in grado di conseguire risultati in costante crescita sul lungo periodo.
ETF World: La conferenza COP 26 si è conclusa con risultati inferiori alle attese, ma il pianeta ha sempre più bisogno di risposte. E’ veramente possibile coniugare la crescita economica con il rispetto dell’ambiente, basse emissioni di carbonio ed inclusività? Il mondo degli ETF e BNP Paribas in particolare sono in grado di dare un contributo concreto a questa transizione e in caso di risposta positiva, in che modo?
Isabelle Bourcier: Nell’ambito degli investimenti sostenibili, la protezione degli oceani e l’economia circolare sono tra le principali priorità di BNP Paribas Asset Management, insieme alla transizione energetica, alla protezione ambientale e alla crescita inclusiva. Facendo leva in particolare sulla nostra politica di stewardship, ambiamo a promuovere una maggiore consapevolezza degli impatti ambientali legati ai modelli di business delle società, nonché una nuova regolamentazione volta a preservare le risorse naturali e indurre le aziende ad adottare strategie di sviluppo alternative optando per un modello più virtuoso. I nostri analisti ESG studiano la capacità delle aziende di apportare cambiamenti adeguati e dialogano con esse per incoraggiarle ad adottare modelli più sostenibili.
ETF World: Le cripto sono sempre più argomento di discussione. Sono stati autorizzati ETP che si basano su diversi coin. BNP Paribas cosa pensa di questa evoluzione? Possiamo attenderci uno strumento di questo tipo oppure no e perché?
Isabelle Bourcier : BNP Paribas Asset Management gestisce esclusivamente ETF UCITS. Da quanto mi risulta, un indice di criptovalute non sarebbe adatto a un ETF/fondo indicizzato UCITS.
ETF World: Cosa ci può dire a proposito dell’evoluzione futura del mercato degli ETF nell’ottica dei prossimi tre anni? Quali sono i vostri piani di sviluppo e su quali direttrici vi focalizzerete?
Isabelle Bourcier: L’interesse per gli ETF ESG ha favorito la raccolta relativa ai prodotti indicizzati di BNP Paribas AM negli ultimi 2 anni. Gli anni 2018 e 2019 hanno visto la nostra divisione ETF & Index Solutions raccogliere attivi significativi. Nel settore ESG, abbiamo registrato flussi netti in entrata pari a € 1,4 miliardi nel 2018 e € 2,9 miliardi nel 2019. Abbiamo chiuso il 2019 con oltre € 5,8 miliardi di attivi in gestione in ETF e fondi indicizzati aperti dedicati agli investimenti tematici ESG o SRI.
Alla fine del 2021, il mercato mondiale degli ETF ha raggiunto quota 10000 miliardidi dollari, con un tasso di crescita annuo superiore al +24%. In Europa: 1500 miliardi di dollari con un tasso di crescita superiore al 20%. Si tratta di dati straordinari che confermano il forte slancio del mercato degli ETF. Ma soprattutto, il segmento ESG ha registrato un’imponente crescita nel 2021:
o + 92% a livello globale.
o +100% solo per l’Europa.
Il segmento ESG è senza dubbio quello in più rapida espansione nel settore degli ETF.
Ci aspettiamo che questo trend continui non soltanto per le esposizioni ESG generali, ma anche per la relativa tematica. Secondo gli analisti di BBG, dovremmo raggiungere quota 1000 miliardi nel 2025. Ciò significa: 3 VOLTE gli asset esistenti a livello globale.Riteniamo che questo sia un trend a lungo termine. Constatiamo, infatti, come un numero crescente di clienti stia introducendo ETF ESG nella propria asset allocation strategica. Non si tratta solo di un aspetto tattico.
Notiamo interesse per due segmenti. Innanzitutto, esposizione ESG generale con una preferenza per indici PAB (Paris Aligned Benchmark). Secondo, ETF legati a questioni ambientali come riduzione del carbonio, economia circolare, Blue Economy e tematiche sociali. Riteniamo che gli investimenti tematici apportino una nuova dimensione all’approccio tradizionale: offrono agli investitori opportunità per diversificare i portafogli e investire in asset ben posizionati, per sfruttare particolari trasformazioni in atto influenzando le economie e ridefinendo i modelli di business.
BNPP AM si distingue da numerosi fornitori per il forte impegno in ambito ESG. Ricordo che l’83% dei nostri ETF/fondi indicizzati è conforme agli articoli 8 e 9 del regolamento SFDR. Siamo tra i principali fornitori di ETF e fondi indicizzati ESG in Europa con asset per oltre 18 miliardi di euro a dicembre 2021. Vantiamo una lunga tradizione di ETF legati a tematiche sostenibili con diverse esposizioni pioneristiche.
Il nostro impegno nei confronti dei temi ESG non è nuovo né opportunistico e il nostro team può contare sul supporto di un dipartimento di ricerca ESG all’avanguardia, ovvero il nostro Centro di Sostenibilità.
Il Centro di Sostenibilità offre sostegno allo sviluppo delle capacità di indicizzazione in ambito ESG grazie a un team fatto di esperti provenienti da tutto il mondo che si occupano anche della politica di voto e di engagement, elementi fondamentali per gli investitori.
La nostra rotta è segnata: riteniamo che vi sia una solida richiesta di fondi indicizzati in ambito sostenibile e noi siamo pronti a soddisfarla
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