Nel mese di marzo i mercati si sono lasciati impressionare solo per poco da crisi in Crimea, indebolimento dei dati economici cinesi e messaggi in tema di interessi del nuovo capo della Fed Janet Yellen. ….
Mercati emergenti: Torna la calma
Dopo le violente oscillazioni di numerose monete dei mercati emergenti all’inizio dell’anno, la situazione s’è tranquillizzata. Il capitale di investimento continua però a defluire, cosa che ha portato a quotazioni vistosamente basse di alcuni mercati azionari (ad esempio Russia e Cina) se misurate sul rapporto prezzo/utile. La crisi in Crimea racchiude ulteriori rischi puntuali, ad esempio per determinate obbligazioni Gazprom, ma non avrà grande influenza sugli scenari economici dominanti. Per quanto riguarda la Cina, condividiamo l’opinione che esistono punti interrogativi importanti nei confronti di banche ombra e boom immobiliare. Il rallentamento della crescita desiderato dalla politica viene però attuato in maniera ordinata.
Obbligazioni: Non più sulla cresta dell’onda
I mercati per i titoli di Stato sicuri dipendono dai rischi geopolitici a breve termine. Ciò oscura la valutazione per cui la situazione economica giustificherebbe, a dire il vero, un livello più alto dei tassi di interesse. Manteniamo il nostro netto sottopeso obbligazionario e la duration inferiore alla media con la sola eccezione dei mercati emergenti, da subito ponderati di nuovo in modo neutrale. Tra le obbligazioni societarie sono ormai chiaramente passati i tempi in cui era facilmente possibile surfare sulla cresta dell’onda del generale restringimento degli spread. Un’accurata selezione di settori e titoli continua però ad essere promettente.
Azioni: Resta giustificato il leggero sovrappeso
La crisi in Crimea è stata per i mercati azionari solo una tempesta in un bicchiere d’acqua. Acquistiamo una posizione azionaria in Russia in modo tale da puntare nel breve su di una ripresa dei corsi dall’attuale livello di quotazione bassissimo. Il rafforzamento della crescita dei salari negli USA non ostacolerà ancora la borsa statunitense. I precedenti cicli congiunturali hanno mostrato che un aumento della pressione salariale causa il superamento del picco dei margini operativi delle imprese solo con un anno di ritardo. La quotazione delle azioni USA è di poco superiore alla media storica, anche se alcuni segmenti azionari (come ad esempio biotecnologie o internet content) sono evidentemente surriscaldati. Le azioni europee continuano invece a mostrare sconti di quotazione.
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Fonte: ETFWorld – Swisscanto






