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S: Analisi Tecnica Mensile dei Principali Indici Azionari Mondiali


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L’anno borsistico 2012 si apre in modo molto positivo, proseguendo la fase di rimbalzo iniziata dai minimi dello scorso settembre. Gli indici Usa si portano in corrispondenza dei picchi 2011, precedenti allo scivolone estivo avvenuto in.….


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corrispondenza dell’acuirsi delle tensioni sul debito sovrano dei Paesi periferici dell’area euro. Il Nasdaq Composite risale addirittura sui massimi dell’ottobre 2007, sui livelli precedenti allo scoppio della crisi immobiliare-finanziaria (si trova ora sui livelli del gennaio 2001). Una prosecuzione di alcuni punti percentuali del rally in corso sull’azionario Usa non si può escludere ma i margini di ulteriori apprezzamenti nel breve sembrano ridursi ed una fase di consolidamento appare necessaria.

Meno brillante la performance media degli indici europei, che hanno recuperato solo il 50% delle perdite subìte dai picchi del febbraio 2011. La sottoperformance dell’area euro rispetto agli Usa si è ridotta nelle prime settimane del nuovo anno e potrebbe ancora restringersi a condizione che i segnali di stabilizzazione dell’area euro trovino conferma nei prossimi mesi. La prudenza comunque si impone. La presenza di abbondante liquidità sui mercati – per il mantenimento di politiche monetarie fortemente espansive da parte delle principali Banche Centrali mondiali (Usa, Giappone, Regno Unito, Banca Centrale europea) – rimane il driver principale che sostiene i mercati sia azionari che obbligazionari.

A livello valutario, l’euro ed il dollaro Usa rimangono entrambe divise strutturalmente deboli. Il quadro tecnico continua a evidenziare maggiori probabilità di forti apprezzamenti del dollaro Usa contro euro che non viceversa.

A livello obbligazionario, un’ulteriore riduzione dei tassi sui governativi dei Paesi periferici dell’area potrebbe comportare una contestuale risalita dei tassi tedeschi, con possibilità quindi di ulteriori restringimenti degli spread, non solo sulla parte breve della curva (2-3 anni) ma anche su scadenze più lunghe (5-10 anni). A livello di spread decennale Btp- Bund, è fondamentale rimanere al di sotto di 450 (ora 363); un ulteriore segnale distensivo si avrebbe su discese al di sotto di 244.

ANALISI TECNICA INDICI

NASDAQ COMPOSITE (Cls 2931): dai picchi del 02.05 a 2887,50, l’indice è ridisceso sui minimi del 16.03 a 2600 (il 16.06), per poi risalire verso i max di inizio maggio dove sono riprese le vendite. La perforazione dell’area 2715/40 ha provocato un’accelerazione ribassista con la rottura dei minimi di metà marzo-metà giugno, con un panic-selling che ha infranto i minimi di metà novembre 2010 a 2500 (nuovo min. 2332 il 09.08; -19,3% dai max del 02.05). Dai minimi del 09.08 a 2332 è iniziata una fase di rimbalzo, molto contrastata, con un picco a 2643 il 20.09, seguita da una veloce ridiscesa a testare nuovamente i minimi, perforandoli marginalmente (nuovo minimo 2299 il 4 ottobre). Dal min. del 04.10 è iniziato un marcato rimbalzo verso la resistenza critica a 2740 (max 2753 il 27.10), seguito da un movimento nervoso sopra 2600, la cui violazione a metà novembre ha portato al test del supporto in area 2460-2510, parzialmente perforato (min 2441 il 25.11). Dai minimi di fine novembre è iniziato un rimbalzo che ha riportato le quotazioni ad un max a 2675 il 5.12, seguito da un ripiegamento verso 2500/25 (min 2518 il 19.12) dove sono tornati gli acquisti che hanno riportato l’indice al di sopra di 2600.

Per le prossime settimane. Il superamento dei massimi dell’ultimo semestre in area 2740/55 ha spinto l’indice al test dei picchi 2011 in area 2860/90, toccando un nuovo massimo a 2934 il 13 febbraio. L’indice tecnologico mantiene una chiara sovraperformance ed è l’unico indice Usa risalito al di sopra dei massimi dell’ottobre 2007, sui livelli precedenti allo scoppio della crisi immobiliare-finanziaria (si trova ora sui livelli del gennaio 2001). La tenuta di 2790/830 è essenziale per mantenere un’impostazione tonica per le settimane a venire, con obiettivo la resistenza in area 3000/50, dove sono attese forti vendite. Un segnale di rinnovata debolezza per i mesi a venire si avrebbe solo su ridiscese al di sotto del supporto critico a 2730, con conferma sotto 2675 (poco probabile).

Volatilità implicita Vxn: 19,60. Dal picco del 4 ottobre 2011 a 47,23, la volatilità ha iniziato a scendere riportandosi sui livelli dello scorso giugno-luglio, toccando un minimo a 17,71 il 3 febbraio per poi risalire verso 21-22.

Per conservare un’impostazione distensiva il Vxn deve consolidare al di sotto di 25-26. Le tensioni riprenderebbero solo sopra tale resistenza (forti sopra 30-31,50, improbabile).

STRATEGIA esposizione: 125/200, alleggerita (25/200) a 2805 (area 2790-2820) e (50/200) a 2875 (area 2860/90). Possibili vendite (25/200) su salite in area 3010/40. Possibili acquisti (25/200) su discese in area 2765/95, poi (50/200) in area 2700/30 e quindi (75/200) in area 2650/80.


DOW JONES INDUSTRIAL AVERAGE (Cls 12874): dal picco del 2 maggio 2011 a 12876, è iniziato un movimento correttivo con un minimo il 15.06 a 11863, seguito da un risalita verso i max di inizio maggio, dove sono riprese le vendite.

La perforazione dell’area 12200/300 ha provocato un’accelerazione ribassista con la rottura in panic-selling dei minimi di metà marzo a 11555, con una discesa sotto i minimi di novembre 2010 in area 10900-11100, con un nuovo minimo a 10604 il 09.08. È quindi iniziata una fase di rimbalzo con un picco a 11717 il 1° settembre, seguita da un andamento laterale, molto contrastato, sotto tale resistenza e al di sopra dei minimi a 10600 (toccati il 09.08 e il 22.09). La perforazione di 10600 ha portato a toccare un nuovo minimo a 10404 il 04.10 (-19,2% dai max del 02.05). Dal minimo del 04.10 è iniziato un marcato rimbalzo verso la resistenza a 12300 (max 12284 il 27.10), seguito da un movimento nervoso sopra il supporto a 11650. La violazione di tale livello ha condotto successivamente al test di area 11200/300 (min. 11232 il 25.11).

Per le prossime settimane. Dai minimi di fine novembre è iniziato un forte rimbalzo che ha portato l’indice al test dei max 2011 in area 12750/876 (max 12925 il 9 febbraio); la resistenza successiva è individuabile a 13150, dove sono attese forti vendite. Per conservare un’impostazione tonica l’indice deve mantenersi sopra 12300; il tono tornerebbe debole sotto 12000 (poco probabile) ma il quadro tecnico per i mesi a venire diventerebbe negativo solo al di sotto del forte supporto a 11750 (improbabile).

STRATEGIA esposizione: 200/200, invariata. Possibili vendite (25/200) su salite in area 13100/300 e quindi (50/200) in area 13800-14000. Possibili acquisti (50/200) su discese in area 11600/800 e quindi in area 11100/300.


S&P’s 500 (Cls 1352): dai picchi del 02 maggio 2011 a 1370,58, è iniziata una correzione verso i minimi del 16.03 a 1249, esauritasi nel minimo a 1258 del 16.06. Il forte rimbalzo seguente ha riportato le quotazioni verso i max di inizio maggio, dove sono riprese le vendite. La perforazione del supporto in area 1295-1305 ha quindi provocato un’accelerazione ribassista al di sotto dei minimi di metà marzo-metà giugno in area 1250/60, con un panic-selling a rompere anche i minimi di novembre 2010 in area 1165-1200 (nuovo minimo 1102 il 09.08). Dai minimi del 09 agosto l’indice ha iniziato una fase di rimbalzo con un picco a 1231 il 31 agosto, seguita da un andamento laterale, molto contrastato, sotto tale resistenza e al di sopra dei minimi in area 1100/15. Il 4 ottobre l’indice si porta al test dei minimi, toccando un nuovo minimo a 1075 (-21,6% dai max del 02.05). Dal minimo a 1075 è iniziato un marcato rimbalzo che ha portato l’indice al test dell’obiettivo indicato – la resistenza critica a 1300 (max 1293 il 27.10) -, seguito da un movimento nervoso al di sopra di 1215, la cui violazione ha spinto l’indice al test del supporto in area 1140/55 (min 1159 il 25-26 nov.).

Per le prossime settimane. Dai minimi di fine novembre è iniziato un forte rimbalzo che ha riportato le quotazioni ad un massimo a 1267 il 07.12, seguito da un ripiegamento verso 1200/15 e quindi da una risalita che ha recentemente portato l’indice al di sopra dei picchi dell’ultimo semestre a ridosso di 1300 (max 1354 il 9 febbraio). L’indice si trova in corrispondenza dei massimi 2011 in area 1350/70, il cui superamento consentirebbe un’estensione verso la resistenza critica in area 1400/40 (max maggio 2008), dove sono attese forti vendite. Per conservare un’impostazione tonica le quotazioni devono ora mantenersi al di sopra di 1265/90; rinnovata debolezza per le settimane a venire sotto 1240 (poco probabile) e ripresa delle vendite per i prossimi mesi con la rottura del supporto critico in area 1200/15 (improbabile).

Volatilità implicita Vix: 19,04. Dal picco del 4 ottobre 2011 a 46,88 (in prossimità dei max dell’8 agosto a 48), il Vix ha iniziato a scendere, riportandosi sui livelli dello scorso giugno-luglio, toccando un minimo a 16,81 il 3 febbraio per poi risalire verso 21-22. Per conservare un’impostazione distensiva il Vix deve consolidare al di sotto di 24,50-25,50. Le tensioni riprenderebbero solo sopra tale resistenza (forti sopra 31-32, improbabile).

STRATEGIA esposizione: 200/200, invariata. Possibili vendite (25/200) su salite in area 1375/95 e quindi (50/200) in area 1420/40. Possibili acquisti (50/200) su discese in area 1265/85 e quindi in area 1200/20.


DJ EUROSTOXX50 (Cls 2492): dal massimo a del 18.02 2011 a 3077,24 una correzione porta a un minimo il 16.03 a 2718, seguita da un rimbalzo verso l’area 3000/40 (max 3029,68 il 02.05). Dal picco del 02 maggio è iniziata una decisa correzione con nuovi minimo a 2608 il 12.07; il rimbalzo seguente è rimasto sotto 2800 dove forti vendite hanno spinto l’indice al test di 2600, la cui rottura ha provocato un vero e proprio panic-selling con un nuovo minimo per l’anno il 23 settembre a 1936 (-37% dai picchi del 18.02), ben al di sotto dei minimi del luglio 2009 a 2260. Dai minimi del 23.09 a 1935 un marcato rimbalzo porta l’indice al test della resistenza a 2500 (max 2506 il 28.10), dove prevalgono i realizzi. La violazione di 2250 ha innescato nuove vendite con una discesa verso i minimi del 4 ottobre, il supporto in area 2055/70 (minimo 2066 il 25.11).

Per le prossime settimane. Dai minimi di fine novembre è iniziato un rimbalzo che ha portato l’indice al test della resistenza a 2400 (max 2402 il 07.12), seguito da una ridiscesa verso il supporto in area 2185-2200 (min 2183 il 19.12) e da una risalita che ha recentemente condotto le quotazioni al test dei massimi del 28.10 a ridosso di 2500, marginalmente superati (massimo 2543 il 9 febbraio). Per conservare un’impostazione tonica le quotazioni devono ora consolidare al di sopra di 2375-2400; la conferma del superamento di 2500 aprirebbe spazi ad ulteriori estensioni rialziste verso la resistenza critica a 2600, dove sono attese forti vendite. Perdita di spinta sotto 2360 e rinnovata debolezza su ridiscese al di sotto di 2185-2200 (poco probabile). Finché le quotazioni stazionano sotto la resistenza critica in area 2500-2600 (max ultimo semestre) il quadro tecnico per i prossimi mesi rimane ancora contrastato. La performance nelle ultime settimane si è allineata a quella degli Usa, seppur all’interno di un quadro più ampio ancora sfavorevole per l’area euro.

STRATEGIA esposizione: 175/200, alleggerita (25/200) a 2485 (area 2470-2500). Possibili vendite (50/200) su salite in area 2625/55. Possibili acquisti (25/200) su discese in area 2285-2315, (50/200) in area 2095-2125 e quindi in area 1950/80.


FTSE/MIB (Cls 16369): dal massimo 2011, toccato il 18 febbraio, a 23274 (al di sotto dei massimi 2010, toccati l’11.01, a ridosso di 24050), è iniziata un’inversione ribassista, con un primo minimo il 16 marzo a 20800, seguito da un rimbalzo con un massimo il 2 maggio a 22575. Sono quindi riprese le vendite, con una progressiva accelerazione ribassista, divenuta particolarmente forte a partire dall’ultima decade di luglio. Nel giro di alcune settimane l’indice precipita da quota 20000 (22.07) ad un minimo a ridosso di 13200 il 13 settembre, marginalmente perforato il 23.09 (nuovo minimo 13115, -43,6% rispetto ai max di metà febbraio; -69,2% da 42605, quotazione del 01.01.2000). Da fine settembre è iniziato un rally esauritosi nel picco a 17053 del 28 ottobre. Sono quindi riprese le vendite con un minimo a ridosso di 13600 il 25 novembre. La performance dell’indice italiano rimane tra le peggiori a livello mondiale, a causa del vero e proprio tracollo che ha interessato il settore bancario, particolarmente pesante sul listino italiano (-65% circa da metà febbraio ai minimi del 13-23 settembre).

Per le prossime settimane. Dai minimi di fine novembre è iniziato un rally sostenuto che ha riportato le quotazioni sui massimi dell’ultimo semestre, in prossimità della forte resistenza a ridosso di 17050. Per conservare un’impostazione tonica le quotazioni devono ora mantenersi al di sopra di 15600. Il superamento di 17050 darebbe un segnale di prosecuzione del movimento di rimbalzo in atto, con obiettivo la resistenza critica a quota 18000, dove dovrebbero esserci forti ordini in vendita. Solo sopra 18000 (improbabile) si avrebbe un segnale rialzista affidabile per i mesi a venire. Il tono tornerebbe debole su ridiscese al di sotto di 15600 e le vendite riprenderebbero alla rottura del supporto in area 15000/100 (poco probabile). Nelle ultime settimane la performance dell’indice italiano ha recuperato forza relativa rispetto alla media dell’area euro.

STRATEGIA esposizione: 175/200, alleggerita (25/200) a 16700 (area 16600/800). Possibili vendite (50/200) su salite in area 17700/900. Possibili acquisti (25/200) su discese in area 15600/800 e quindi (50/200) in area 15000/200.


NIKKEY225 (Cls 9052): a partire dalla valida resistenza in area 10000/250 (max 10208 l’08 luglio 2011), è ripreso il trend ribassista dominante con una veloce discesa culminata nel minimo del 25 novembre a 8135. Dopo un rimbalzo a 8730 (il 07.12) l’indice è ridisceso verso 8270 per poi muoversi lateralmente tra questi due livelli.

Per le prossime settimane. Il superamento della resistenza a 8730, il 20 gennaio, ha spinto l’indice verso la forte resistenza a 9150. Per conservare un’impostazione tonica l’indice deve consolidare al di sopra del supporto in area 8550/730; al di sopra della resistenza a 9150, in corrispondenza dei picchi di fine ottobre, si avrebbe un segnale di prosecuzione del rialzo anche per le settimane a venire, con obiettivo la forte resistenza in area 9500/600, dove dovrebbero comunque prevalere le vendite. Rinnovata debolezza su discese al di sotto di 8550 e ripresa delle vendite al di sotto di 8350 (poco probabile). Nonostante il recupero degli ultimi 2 mesi, il quadro tecnico più ampio rimane ancora fragile, con l’indice nipponico tra i più sottoperformanti a livello mondiale.

STRATEGIA esposizione: 175/200, alleggerita (25/200) a 9036 (area 9000/72). Possibili vendite (50/200) su salite in area 9600/750. Possibili acquisti (25/200) su discese in area 8550/700 e quindi (50/200) in area 8250/400.


Analisi Monthly

a cura di: Ufficio Analisi Tecnica Gruppo Banca Sella Autore: Maurizio Milano


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