MONDO 1

Gennaio 2012: Sentiment dei mercati: Bilancio 2011 e scenario 2012


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BILANCIO 2011: l’anno borsistico Usa 2011 si chiude grosso modo sui livelli di 1 anno fa: dal -2% circa del Dow al +6% circa del Nasdaq passando per il nulla di fatto dell’S&P500. Un sostanziale “pareggio”, quindi, comunque per nulla disprezzabile se confrontato al 18- 20% circa di perdite medie delle borse dell’area euro….


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Nei primi mesi dell’anno gli indici Usa proseguono nel movimento di bear-market rally in essere dai minimi del marzo 2009, apprezzandosi mediamente dell’8-9% e risalendo sui livelli del giugno 2008 (pre-collasso di Lehman).

Dopo avere toccato un massimo ad inizio maggio inizia una fase laterale, distributiva, che sfocerà poi nel sell-off iniziato a fine luglio ed esauritosi nei minimi del 4 ottobre, all’incirca al di sotto del 20-22% rispetto ai massimi di inizio maggio. Il recupero dell’ultimo trimestre dell’anno consente poi di riportare gli indici in corrispondenza dei livelli di inizio 2011.

Tanto rumore per nulla, se si pensa al contesto comunque abbastanza volatile, con un range di oscillazione delle quotazioni superiore al 20%. Il bilancio complessivo si chiude comunque in leggera positività per un investitore in euro grazie all’apprezzamento del dollaro Usa contro la divisa unica, circa il +3,5% rispetto ad inizio 2011. Lo scivolone estivo della Borsa Usa risente di una causa prossima e di una causa remota.

La causa remota può individuarsi nella scarsa qualità del rally successivo ai minimi del marzo 2009, un rialzo avvenuto contestualmente alla forte espansione del bilancio Fed nei due successivi round di easing quantitativo, che hanno contribuito a riflazionare il sistema, dalle azioni alle materie prime. Anche se la politica monetaria statunitense rimane molto espansiva, con l’esaurirsi del Qe2 nel mese di giugno si interrompe l’afflusso continuo di liquidità a cui si era assistito nei mesi precedenti, a partire dal settembre 2010. A ciò si aggiunge poi, come causa prossima del sell-off che colpisce sia l’azionario sia le materie prime, l’acuirsi delle tensioni sul debito sovrano dei Paesi periferici dell’area euro a partire dal mese di luglio. Il contestuale apprezzamento del dollaro Usa, un po’ contro tutte le divise principali ma specialmente nei confronti dell’euro, riflette questa situazione di scarsa propensione al rischio.

SCENARIO 2012: L’evoluzione relativa del quadro di liquidità (Bilancio BCE vs. Bilancio FED) e quindi del cambio del dollaro Usa rimane la variabile chiave per delineare lo scenario per l’anno appena iniziato.

Per un investitore in euro la Borsa Usa dovrebbe continuare a sovraperformare le Borse dell’area euro, grazie anche ad un probabile ulteriore apprezzamento del biglietto verde. È difficile che si verificheranno le condizioni macro-economiche per l’inizio di un vero mercato Toro globale sull’azionario, anche per i rischi di rallentamento dell’economia e di recessione legati all’invecchiamento demografico, all’elevata imposizione fiscale ed al necessario deleverage imposto dal pesante indebitamento degli Stati (e dei privati). Un rallentamento dei Paesi emergenti, a partire dalla Cina complice anche il rischio di recessione nell’area euro, avrebbe poi effetti depressivi anche negli Usa. Graficamente i livelli tecnici chiave da monitorare per gli indici Usa nel 2012 sono i seguenti: per l’S&P500 supporto a 1150 e quindi a 1075-1100, resistenza a 1300 e quindi a 1370; per il Nasdaq Composite supporto a 2440 e quindi a 2300, resistenza a 2755 e quindi a 2900; per il Dow Jones Industrial supporto a 11250 e quindi a 10400/600, resistenza a 12900 e quindi a 14200. La capacità di acquistare sulle fasi di debolezza e di prendere beneficio nelle fasi di euforia sarà ancora, verosimilmente, la strategia opportuna per cavalcare un 2012 che si preannuncia scarsamente direzionale ma comunque volatile. A livello settoriale dovrebbero continuare a sovraperformare i settori difensivi o comunque anti-ciclici, come utilities, alimentari e farmaceutico.

È opportuno mantenere un’ampia diversificazione valutaria, per la crescente fragilità dell’euro. Come già nello scorso semestre, il dollaro Usa potrebbe rivelarsi ancora un buon parcheggio di liquidità in ottica tattica, per almeno il primo quadrimestre 2012, ma non ancora un investimento su orizzonti lunghi vista la debolezza strutturale del biglietto verde, la cui “forza” contro euro è in realtà dovuta principalmente all’estrema debolezza della divisa unica.

In ottica più lunga, su un orizzonte di 2-3 anni, è opportuno privilegiare divise di Paesi caratterizzati da basso indebitamento pubblico, elevata crescita, struttura demografica equilibrata, possibilmente appartenenti ad aree geografiche le più varie. A titolo esemplificativo: corona norvegese e svedese; dollaro canadese e australiano; inoltre, maggiormente volatili, dollaro neozelandese, rand sudafricano, real brasiliano, rupia indiana, rublo russo.


Analisi Montly
a cura di: Ufficio Analisi Tecnica Gruppo Banca Sella

Autore: Maurizio Milano

Fonte: Ufficio Analisi Tecnica Gruppo Banca Sella


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